Ungheria e Polonia ambigue con l’Europa
Viktor Orban (Foto by Ansa)

Ungheria e Polonia
ambigue con l’Europa

«Meno male che è la Germania ad avere la presidenza semestrale dell’Unione europea!». Per giorni non si è sentito altro nelle stanze del potere Ue. La forza diplomatica di Berlino può fare la differenza
tra fallimento e successo. Il maxi-piano finanziario, che comprende anche la risposta alla crisi del Covid-19 con le sue astronomiche cifre in migliaia di miliardi di euro, da approvare all’unanimità, è rimasto fermo per settimane per la minaccia di veto di Polonia e Ungheria.

l nocciolo del contendere è che Bruxelles ha legato l’aprire i cordoni della borsa - che comprende la prima storica condivisione di debiti tra i Ventisette - al rispetto dello stato di diritto. In sostanza, soldi in cambio di valori. I governi conservatori di Varsavia e di Budapest, invece, hanno collezionato negli ultimi anni una lunga serie di richiami comunitari, e anche qualcosa di più. L’attacco contro l’indipendenza della magistratura in Polonia, ad esempio, non ha eguali nel Vecchio continente.

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