Un’unità ostentata sulla manovra

Un’unità ostentata
sulla manovra

I partiti della maggioranza stanno lavorando alla manovra economica 2020 cercando di dimostrare che il governo è in grado di condurla in porto senza troppi scombussolamenti. A questo sono serviti i ripetuti vertici degli ultimi due giorni successivi alla sconfitta in Umbria della coalizione giallo-rossa, rinfrancata ieri dalla fiducia ottenuta alla Camera sul dl per le imprese. Pd, M5S hanno raggiunto accordi importanti: sulle partite Iva (che rimarranno al 15% di tassazione flat e non subiranno le restrizioni previste inizialmente dal Tesoro) oltre che su Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Si aggiungono ora una misura che spinge per gli appalti green della Pubblica amministrazione (le nuove auto dovranno essere per la metà elettriche o ibride), un credito d’imposta per gli investimenti a favore dell’Economia circolare e la detraibilità delle spese per i farmaci anche quando li si acquisti con denaro contante. Le frizioni si sono registrate piuttosto sugli otto milioni di sostegno a Radio Radicale che Di Maio avrebbe voluto bloccare («Diamoli ai terremotati»), ma sostanzialmente la manovra ora può finalmente essere trasmessa alle Camere. Anche da Bruxelles arrivano segnali positivi sull’ossatura macroeconomica del Bilancio persino dal «falco» Dombrovskis («anche se – dice - restiamo preoccupati», e ti pareva).

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