Volontari in soccorso
Tra stati latitanti

Abiti, legna da ardere, tende e cibo destinati a centinaia di migranti della rotta balcanica che sopravvivono in Bosnia in campi d’«accoglienza» e in fabbriche dismesse tra la neve, privi di corrente elettrica, riscaldamento e acqua calda. È la risposta di associazioni di volontariato e di organizzazioni non governative a un grande dramma umanitario. Come si può del resto stare davanti a questa sofferenza senza agire?Per i cristiani c’è il vangelo di Matteo a ricordare che «”Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. Rispondendo, il re dirà loro: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».

Volontari in soccorso Tra stati latitanti
Anche bambini sulla rotta balcanica, tra Bosnia e Slovenia, diretti in Italia

Tanto basta per darsi da fare. Per i non credenti è sufficiente un’umanità non repressa dall’individualismo per muoversi, per capire che nell’anno 2021 non ci possono essere persone ridotte a vivere come animali alle porte dell’Europa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA