Voto per le Europee Gli scenari possibili

Voto per le Europee
Gli scenari possibili

Ci ripetiamo da molti anni che quella corrente è «la campagna elettorale peggiore di sempre», e naturalmente anche in questa vigilia del voto per il nuovo Parlamento della Ue non possiamo interrompere la tradizione. Né, per l’ennesima volta, possiamo esimerci dal dire che i partiti nella lotta tra loro di tutto hanno parlato tranne che di Europa: strano, perché le danze vengono condotte da due partiti che solo fino all’anno scorso si scalmanavano per proporre un referendum per portare l’Italia fuori dall’euro e promettevano sfracelli a Bruxelles nel caso avessero conquistato il potere.

Quest’ultima promessa è stata ripetuta di sguincio anche in questo 2019 ma, come dire, a voce più bassa, quasi a riflettere i dubbi che in tutta Europa stanno pervadendo i movimenti sovranisti e populisti - di cui pure si continua a prevedere l’affermazione - di fronte alla prevista tenuta delle famiglie politiche tradizionali, popolari e socialisti, che continueranno a comandare anche nel prossimo Parlamento: il capo della Commissione sarà o il popolare tedesco Weber o il socialista olandese Timmermanns che ha conquistato il primo posto nel suo Paese già andato al voto.


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