Il dolore di Azzonica: Carlo muore a soli 12 anni

IL CORDOGLIO . La famiglia Pasta aveva scoperto il 12 ottobre 2024 la malattia del secondogenito. Da allora le cure, anche a Roma, ma la leucemia si è aggravata. La mamma: «Fino all’ultimo ha avuto fiducia». Lunedì 26 gennaio i funerali.

Azzonica

«Ha avuto un coraggio incredibile di fronte all’inferno che ha vissuto. Ha affrontato tutto con leggerezza e grande fiducia. E fino all’ultimo ha risposto ai medici che stava bene. Perché aveva ancora la speranza di tornare a casa, dalla sua famiglia e dai suoi amici. Ha avuto una grande forza, quella forza che ha saputo trasmetterci e che ci consentirà di andare avanti».  Luisa Petrolino parla all’esterno della chiesina di Sant’Anna ad Azzonica di Sorisole, già alle 9 gremita: parenti, conoscenti, amici, ragazzi che portano fiori bianchi.  Ai piedi dell’altare, nella bara bianca, suo figlio Carlo, morto a 12 anni nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, dopo aver combattuto 15 mesi contro la leucemia.

15 mesi contro la leucemia

Carlo Pasta abitava con i genitori, mamma e papà Matteo, ingegnere di 48  anni, la sorella Sofia, 15, e il fratello Nico, 10, ad Azzonica. Un legame particolare aveva con il cugino Elia, 16 anni. Una vita piena di entusiasmo: «Amava giocare a calcio, era nella Virtus Oratorio Petosino, tifava Atalanta e gli piaceva la natura, perché noi abbiamo sempre vissuto qui in campagna», ricorda ancora mamma Luisa, 43 anni, insegnante all’istituto Galli di Bergamo.

 Dal 12 ottobre 2024 la vita della famiglia cambia. «Carlo torna a casa da scuola con un forte mal di gola e poi la febbre. Pensavamo, e così anche la pediatra, a un normale raffreddore - continua Luisa -.  Ma la febbre persisteva così ha iniziato una cura antibiotica, finché poi ho visto comparire piccole macchie rosse sul collo. Ho pensato fosse l’effetto dell’antibiotico. Pochi giorni dopo ho visto che stava di nuovo male. Ho avuto come un sesto senso e l’ho portato alla guardia medica. Lì mi hanno subito indirizzato al Papa Giovanni di Bergamo». Due ore dopo gli esami arriva la terribile diagnosi: leucemia. «Era il 2024, il 12 ottobre, lo stesso giorno in cui morì Carlo Acutis (canonizzato lo scorso aprile, anche lui morto di leucemia, ndr)», ricorda.

da casa e poi in ospedale ha sempre mantenuto i contatti con gli amici grazie alle videochiamate e ha sempre continuato anche la scuola, con le lezioni a distanza

Carlo viene curato per circa tre mesi al «Papa Giovanni XXIII», con periodi anche a casa. «Ha dovuto lasciare tutto, la scuola e la squadra di calcio, isolato, come richiedono le cure in questi casi: ma da casa e poi in ospedale ha sempre mantenuto i contatti con gli amici grazie alle videochiamate e ha sempre continuato anche la scuola, con le lezioni a distanza. All’inizio sembrava che rispondesse bene poi i medici ci hanno consigliato di rivolgerci ad altri centri per terapie nuove».

Dal 25 febbraio il trasferimento all’ospedale «Bambin Gesù» di Roma. Mamma Luisa lascia il lavoro e si trasferisce nella capitale mentre papà Matteo la raggiunge tutti i fine settimana. «Il primo aprile 2025 ha provato con la terapia di nuova generazione, “Car-T”, in pratica la reinfusione delle sue stesse cellule a cui era stato modificato il Dna. Il 6 aprile, invece, la donazione di cellule del sangue da parte di suo padre. Ma dopo 45 giorni ha avuto di nuovo una recidiva. Ha dovuto affrontato la radioterapia. Ma nonostante nuove cure la malattia diventava sempre più aggressiva».

«Carlo ha interagito fino all’ultimo respiro, non ha mai perso conoscenza, dicendo sempre che andava tutto bene»

Fino alla notte tra giovedì e venerdì scorsi, quando all’1,45 Carlo è morto. «Ci hanno detto che ormai non c’era più nulla da fare - continua la mamma -. Gli hanno dato un farmaco, dicendoci di salutarlo perché non avremmo più potuto parlare con lui. Invece Carlo ha interagito fino all’ultimo respiro, non ha mai perso conoscenza, dicendo sempre che andava tutto bene».

Da sabato nella chiesina di Sant’Anna - dove sono continuate incessanti le visite - per iniziativa dei catechisti di Azzonica una scatola raccoglie disegni, lettere e offerte per sostenere la famiglia. Ancora sabato scorso nella partita amichevole La Torre-Ponteranica (in quest’ultima giocano ora gli ex compagni di calcio di Carlo), si è osservato un minuto di silenzio in suo ricordo. I funerali saranno celebrati lunedì 26 gennaio alle 15, nella parrocchiale di Azzonica. Carlo riposerà nel cimitero di Sorisole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA