Sacchetti di rifiuti abbandonati in strada: Scanzo, telecamere mobili e più controlli

«ECO-FURBETTI». Giro di vite contro chi lascia i sacchetti d’immondizia nei cestini pubblici. Colonna: fenomeno purtroppo diffuso. Da luglio a settembre una ventina le multe comminate.

Tempi duri per chi abbandona i rifiuti sul territorio in modo abusivo o getta i sacchetti della spazzatura domestica nei cestini pubblici. In linea con il piano annuale di controllo del territorio, di concerto con il Corpo di polizia locale, l’amministrazione comunale ha lanciato un’offensiva di grande portata contro i «furbetti del sacchetto» che abbandonano la spazzatura sul ciglio della strada, in prossimità di cestini o comunque in luoghi pubblici non deputati alla raccolta dei rifiuti domestici.

«Il fenomeno dell’abbandono di rifiuti nelle strade del passeggio, presso i cestini pubblici e lungo i cigli stradali, è un fenomeno purtroppo molto diffuso – sottolinea il vice sindaco, Paolo Colonna –. Non c’è ritegno: ho ricevuto dai cittadini fotografie di rifiuti lasciati anche in un luogo “quasi sacro” per noi scanzesi, quale il Monte Bastia (o Monte delle Tre Croci), dove è presente la chiesetta della Madonna Regina della Pace, costruita dal gruppo Alpini nel 1969. Rifiuti abbandonati da escursionisti, che dicono di amare la natura! Non aggiungo altro: è vergognoso. E pensare che abbiamo una stazione ecologica funzionale e ben efficiente, aperta ai residenti. E un servizio “porta a porta”, con la società “Val Cavallina Servizi”, che quasi tutti i giorni passa sotto casa a ritirare i rifiuti».

Videosorveglianza

Tolleranza zero, dunque, contro gli «eco-furbi». Dalla scorsa primavera, per esempio, forte di un cofinanziamento ottenuto da Regione Lombardia per il bando Parchi sicuri a Scanzorosciate, è stata implementata la videosorveglianza, con l’installazione di dieci nuove telecamere ad alta risoluzione (megapixel) in tre parchi comunali, in aggiunta a quelle già operative: al parco «Madre Teresa di Calcutta» a Negrone; al parco «Monte Cervino» a Tribulina-Gavarno; al parco «Amico» a Scanzo.

Inoltre, una telecamera panoramica, a quattro sensori, in via Serradesca, fra Negrone e Tribulina, per il monitoraggio dell’area sovracomunale del Plis «Parco del Monte Bastia e del Roccolo». A corredo, poi, due telecamere mobili dotate, per operazioni di monitoraggio del territorio.

«Le telecamere mobili sono strumenti strategici per colpire chi abbandona i rifiuti per strada – aggiunge Paolo Colonna – Su segnalazione di cittadini più sensibili, queste vengono spostate di volta in volta nei luoghi a rischio abbandono: ormai, abbiamo una mappa dei “punti caldi”, una quindicina, che vengono monitorati periodicamente dalla polizia locale, in collaborazione con l’ufficio Ecologia».

Controlli

Da luglio, poi, la stessa polizia locale ha incrementato i posti di controllo del 30%. Certamente, per svolgere opere di prevenzione, verificando i documenti di guida e lo stato dei veicoli, ma anche per contrastare gli atti di vandalismo e di teppismo giovanile nelle aree verdi e nei parchi pubblici, e, in questo caso, prevenire l’abbandono abusivo dei rifiuti.

«In tre mesi, da luglio a settembre, sono state multate per abbandono di rifiuti una ventina di persone – continua il vice sindaco Colonna –. Le multe sono ad aumento graduale: se i trasgressori vengono sorpresi la prima volta, la multa è di 100 euro più le spese di notifica; se sorpresi più volte, la sanzione aumenta fino a superare i 500 euro. Fa specie, dall’analisi dei multati, che il 66% sono residenti e solo il 34% forestieri. È, dunque, il momento di stringere il cerchio, di attuare un giro di vite. Controlli a tappeto, più interventi della polizia locale,per colpire i trasgressori. Sono gesti gratuiti, di persone incivili, che offendono la comunità onesta e rispettosa dell’ambiente».

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