Truffano due anziane a Curno e Lallio, arrestati in stazione mentre tornavano a casa
IN TRIBUNALE. Arrivati la mattina dalla Campania, presi a Bergamo mentre erano in attesa del treno per il ritorno. Avevano colpito a Curno e Lallio.
Bergamo
Erano stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Bergamo nel giro di 10 minuti l’uno dall’altro alla stazione ferroviaria di Bergamo, il primo per un colpo messo a segno ai danni di una 79enne di Lallio, l’altro nei confronti di una 91enne di Curno. In Tribunale a Bergamo sono stati entrambi condannati in due processi distinti, celebrati in abbreviato.
Siamo nell’ambito delle truffe agli anziani, in questo caso contattati sul telefono fisso da un fantomatico carabiniere, il quale comunica che l’auto di un familiare risulta coinvolta in una rapina e che c’è la necessità di controllare che gioielli e denaro presenti in casa non siano provento del reato. Pochi minuti dopo si presentano i complici che si fingono militari addetti alla verifica e spariscono col malloppo. Si tratta di un uomo di 53 anni, di Polla (Salerno), e uno di 65, di Casalnuovo di Napoli: sono entrambi «galoppini», arrivati in mattinata dalla Campania, dove sarebbero dovuti rientrare in treno in serata. Sono stati protagonisti di due episodi differenti e presumibilmente non appartengono alla stessa banda.
La truffa a Lallio
Il primo è entrato in azione a Lallio, dove ha derubato una 79enne in casa con il figlio cinquantenne. La donna alla fine si è accorta del raggiro e ha cercato di impedirlo, ma il truffatore è riuscito a dileguarsi temporaneamente. Per questo gli era contestato il furto. In collegamento video dal carcere di Bergamo dov’è detenuto (fino al momento dell’arresto era in affidamento in prova), ha spiegato che non si era reso conto di ciò che stava facendo e che era stato obbligato, con minacce, da alcune persone a cui doveva 700 euro per l’acquisto di droga. Il giudice Roberto Palermo l’ha condannato a 4 anni. La Procura aveva invocato 4 anni e mezzo, l’avvocato Daniela Serughetti ha escluso l’aggravante della minorata difesa, «perché la signora era in casa col figlio», e il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Lei dopo avergli dato i soldi, ha avuto un dubbio: «Non è una truffa, vero?». Ma il 65enne l’aveva rassicurata: «Non si preoccupi signora, tra un quarto d’ora, dopo i controlli, le restituiremo il denaro»
La truffa a Curno
L’altro truffatore, che è ai domiciliari e che è uscito dal carcere nel 2022 dopo aver scontato 7 anni, ha sottratto 600 euro a una 91enne di Curno in casa da sola. Lei dopo avergli dato i soldi, ha avuto un dubbio: «Non è una truffa, vero?». Ma il 65enne l’aveva rassicurata: «Non si preoccupi signora, tra un quarto d’ora, dopo i controlli, le restituiremo il denaro». Il giudice Palermo lo ha condannato a 3 anni e 4 mesi. La Procura aveva chiesto tre anni, mentre l’avvocato Valentina Carminati il minimo della pena e la possibiltà di scontarla, una volta passata in giudicato la sentenza, ai domiciliari: richiesta quest’ultima accolta.
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