Al paziente anticoagulato la cura arriva a domicilio

«Progetto CASA». Promosso dalla sezione di Bergamo dell’Aipa, fornisce strumenti per la misurazione dell’indice che indica il grado di coagulazione.

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Lo scorso 15 dicembre, presso l’auditorium della Fondazione Carisma, durante il tradizionale incontro di Natale dell’Associazione italiana pazienti anticoagulati – sezione di Bergamo (Aipa), sono stati presentati i risultati del «Progetto CASA» – Cura a Domicilio per la Sorveglianza Anticoagulante. Un’iniziativa nata per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e che rappresenta un esempio concreto di integrazione tra volontariato, istituzioni e territorio.

Il paziente anticoagulato è, per definizione, un paziente «a rischio»: un controllo non accurato o irregolare della terapia può esporre a gravi complicanze, come emorragie o trombosi. Questa condizione, soprattutto negli anziani e nei soggetti con più patologie, può generare paure, ansia e difficoltà anche nella vita familiare. A ciò si aggiunge l’onere dei periodici prelievi venosi necessari per monitorare i livelli di anticoagulazione, in particolare nel caso dei farmaci tradizionali (Coumadin/Sintrom), per i quali sussistono specifiche indicazioni, in molti pazienti cardiopatici.

È per rispondere a queste esigenze che nasce il «Progetto CASA». Aipa Bergamo, nata nel 1998 con l’obiettivo di migliorare l’assistenza socio-sanitaria dei pazienti anticoagulati e delle loro famiglie, ha sviluppato un progetto dedicato ai pazienti in terapia anticoagulante orale (Tao) con farmaci tradizionali che, a causa dell’età avanzata e delle comorbidità, faticano a sottoporsi ai controlli periodici.

Il cuore del progetto è la fornitura di strumenti POCT (Point of care testing) per la misurazione del Pt-Inr, l’indice che indica il grado di coagulazione del sangue. Grazie a questi dispositivi, il controllo può avvenire tramite un semplice prelievo capillare con pungidito, evitando il ricorso ai prelievi venosi e rendendo possibile una sorveglianza più agevole e più vicina al domicilio del paziente.

Il «Progetto CASA» è stato selezionato all’interno di «Insieme», il crowdfunding civico promosso da Bergamo Smart City, grazie al contributo di Associazione Homo, Fondazione Mia, Fondazione del Credito Bergamasco, Bof e Comune di Bergamo.

L’obiettivo era raccogliere, tramite la piattaforma online della Rete del Dono, il 60% del costo complessivo del progetto, mentre il restante 40% è stato donato da Bergamo Smart City: un traguardo raggiunto grazie alla generosità dei sostenitori.

Ora il passo successivo, spiega la presidente Anna Falanga, sarà la consegna dei coagulometri alla Direzione dell’Asst Papa Giovanni XXIII, dove è stato sviluppato un progetto, frutto della collaborazione tra il Centro Trombosi ed Emostasi Usc Immunotrasfusionale e il Laboratorio Analisi. Il progetto è frutto della collaborazione tra il Laboratorio di Emostasi e Trombosi e il Laboratorio Centrale.

Con questo gesto, Aipa Bergamo sostiene concretamente il progetto dell’azienda sanitaria volto a garantire la continuità delle cure tra ospedale e territorio. Gli strumenti potranno far parte della dotazione delle Case di Comunità rafforzando un modello di assistenza che pone al centro il paziente e la sua qualità di vita. Aipa Bergamo Odv ringrazia tutte le associazioni intervenute: Fondazione Artet, Associazione Federica Albergoni Onlus, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt), Insieme si può / Insieme funziona. La presentazione dei risultati del progetto ha segnato non solo la conclusione positiva di una raccolta fondi, ma soprattutto l’avvio di un percorso che contribuisce a rendere la sanità più accessibile, vicina e attenta ai bisogni dei pazienti più fragili.

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