Bergamo, neonato affidato alla Culla per la Vita. La lettera: «Non ti possiamo dare serenità, ti amo tantissimo»
IL CASO. Il piccolo è stato lasciato alle 9.45 di domenica 19 aprile nell’apposita culla alla ex sede della Croce Rossa di Bergamo nel quartiere di Loreto. È subito scattato il meccanismo di soccorso. Con il neonato un messaggio scritto a mano. Tre anni fa il caso di Noemi.
Bergamo
Sta bene il neonato che è stata affidato domenica 19 aprile alle 9.45 nella Culla per la vita della Croce Rossa di Bergamo a Loreto. Gli operatori della Cri sono intervenuti quando il sistema di «protezione» automatico della culla è entrato in funzione e poi hanno affidato il piccolo alle cure dei medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sul posto anche una volante della Questura di Bergamo.
Una lettera con il neonato
Le sue condizioni sono buone, il peso è nella norma e si è subito nutrito. Nel primo pomeriggio si è saputo che a fianco al bimbo è stata lasciata una lettera, scritta a mano, di poche righe e dal contenuto amorevole.
Il messaggio: «Ti auguro tanta gioia e serenità che non siamo in grado di darti. Ti amo tantissimo»
Una parte al singolare e una al plurale, il messaggio non è firmato: «Ti auguro tanta gioia e serenità che non siamo in grado di darti. Ti amo tantissimo».
Il precedente caso di Noemi nel 2023
A Bergamo non è la prima volta che la Culla per la vita, inizialmente posizionata nei pressi del monastero Matris Domini di Via Locatelli 61 in centro città e poi spostata a Loreto, nei pressi della sede della Croce Rossa, si attiva.
L’altro episodio è stato registrato mercoledì 3 maggio del 2023, la bimba affidata alla culla in quel caso venne chiamata Noemi e la madre lasciò un messaggio: «Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai».
La Culla per la vita
La culla è riscaldata e collegata a un sensore che consente di allertare il 118 e trasferire il neonato all’Ospedale di Bergamo. L’Asst Papa Giovanni XXIII ricorda che le donne hanno il diritto di partorire in sicurezza e in anonimato in ospedale: in base al DPR 396/2000 la partoriente può infatti richiedere ai medici dell’ospedale di non essere menzionata nel certificato di nascita.
La nota dell’ospedale
«A seguito del ritrovamento, nella mattina di domenica 19 aprile, di un neonato presso la “Culla per la Vita”, l’Asst Papa Giovanni XXIII desidera assicurare che il piccolo è stato immediatamente accolto e si trova in buone condizioni, assistito con la massima attenzione e con tutte le cure necessarie. A tutela della mamma, del bambino e del suo futuro non è possibile fornire dettagli se non confermare che sta bene. L’ospedale intende inoltre rivolgere un pensiero alla mamma, nella piena consapevolezza della delicatezza del momento: qualora ne sentisse il bisogno, potrà rivolgersi alla struttura in qualsiasi momento. Le saranno assicurate accoglienza, ascolto e ogni supporto sanitario e umano, nel massimo rispetto della sua tutela. L’Asst Papa Giovanni XXIII continuerà a prendersi cura del bambino con dedizione e professionalità, garantendo al contempo la massima discrezione nei confronti di tutte le persone coinvolte».
Il messaggio della sindaca
«Il bambino trovato questa mattina nella Culla per la vita è un gesto che possiamo leggere come un ultimo atto d’amore: la scelta di una madre di affidare il proprio bambino perché altri genitori possano prendersene cura e garantirgli un futuro sereno» ha commentato il fatto Elena Carnaveli, sindaca di Bergamo.
«Si tratta di una decisione difficile e profondamente dolorosa, maturata con ogni probabilità in una situazione di grande fragilità, della quale non conosciamo i contorni e che merita rispetto e non giudizio. La Culla per la vita presso la Croce Rossa Italiana rappresenta uno strumento prezioso, nato grazie all’iniziativa e alla sensibilità dell’ Associazione Donne Medico, che si affianca a un’altra possibilità fondamentale: quella di poter partorire in anonimato in ospedale, in condizioni di sicurezza e tutela per la madre e per il bambino. Sono opportunità importanti, che una comunità deve garantire per proteggere la vita e accompagnare, con discrezione e umanità, situazioni di grande difficoltà. Auguro a questo bimbo ogni bene».
Guarda il servizio di Paola Abrate realizzato per il Tg di Bergamo Tv a un anno dal ritrovamento di Noemi.
Culla per la vita, un anno fa il ritrovamento di Noemi. Video di www.bergamotv.it
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