Davide Reginato, dalla timidezza al format sui social: ««La felicità è questo momento»

L’INTERVISTA. Bergamasco, 22 anni, gira per le strade fermando gli sconosciuti semplicemente per salutarli o fargli un complimento e magari qualche domanda sulla vita e sulla felicità.

Bergamo

«La felicità? È questo momento». È una coppia di turisti tedeschi, incontrata alla Rocca di Città Alta, a dare a Davide Reginato una delle risposte che più lo hanno colpito. Un’idea semplice e potente: vivere il presente, senza rimpianti per il passato né ansia per il futuro, restando nel «qui e ora».

Un progetto nato dall’imbarazzo

Davide Reginato ha 22 anni e vive a Bergamo. Perito elettrotecnico, dopo un anno e mezzo come metalmeccanico capisce che quella non è la sua strada. Oggi si dedica a lavoretti, aiutando anche il padre, ma da quasi un anno porta avanti un progetto personale sui social. Tutto nasce da un episodio quotidiano: l’imbarazzo nel salutare uno sconosciuto per strada. «Mi bloccava – racconta – e non mi piaceva». Quando finalmente trova il coraggio di augurare una buona giornata a un anziano, il sorriso che riceve diventa una rivelazione.

Domande sulla felicità e sull’empatia

Da lì parte l’avventura con un format su Instagram. Davide inizia a fermare le persone e a fare domande sulla vita, sulla felicità, sull’empatia e sulla sensibilit à. Le risposte sono le più diverse: riflessioni profonde, pensieri filosofici, ma anche immagini semplici come un fiore, una nuvola o un abbraccio. «Chiunque ha qualcosa da raccontare e da dare», è la sua convinzione.

Il momento prima del video

Non sempre le interviste vengono registrate. «Metto il “momento” prima del progetto – spiega – è più importante regalare un sorriso che avere un video». Oltre alle domande, Davide porta anche complimenti per le strade di Bergamo, con l’obiettivo di strappare un sorriso. Non mancano le difficoltà: c’è chi reagisce male alla registrazione, ma fa parte del percorso.

Guardando oltre Bergamo

Negli ultimi mesi Davide ha iniziato a spostarsi anche in altre città italiane, spinto dai messaggi di chi lo invita a raggiungerli. Il sogno è far crescere il format e, un giorno, trasformarlo in un lavoro. «Non cerco la felicità – conclude – ma la serenità, un equilibrio. E ogni incontro è uno scambio: dare e ricevere».

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