I 40 anni di Mirko Rossi al servizio della sicurezza. «Va insegnata fin da ragazzi. Ora lascio, farò il nonno»

L’intervista. Mirko Rossi, maresciallo di Sorveglianza Italiana: «Al cinema con mio figlio ho visto un ricercato per evasione. Mentre mio figlio vedeva il film ho dato l’allarme».

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Se ti chiami Mirko Rossi e per 39 anni di mestiere sei in forze a Sorveglianza Italiana ti può capitare anche questo: andare tranquillo al cinema con tuo figlio per trascorrere un pomeriggio in famiglia e riconoscere tra gli ospiti in sala un pluripregiudicato evaso di prigione. Lasci tuo figlio a vedere il film e chiami rinforzi per farlo fermare. La divisa non si mette mai nell’armadio quando hai fatto della sicurezza della collettività la tua ragione di vita.

Il maresciallo Mirko Rossi, dopo quasi 40 anni di servizio, il 31 ottobre andrà in pensione. «Che farò? Mi prenderò tre giorni per andare al mare con gli amici, farò finalmente il marito, il nonno, magari condividerò la passione per i cavalli nell’attività di mio figlio. La nostalgia e l’emozione di lasciare dopo una vita spesa in divisa c’è: appenderò nell’armadio la divisa di Sorveglianza italiana e continuerò a vestire quella di volontario della Protezione civile».

Per Rossi sono tantissimi i ricordi di una vita sulla strada: «L’ultimo sicuramente gli 80 giorni di servizio di pattuglia sul territorio per il Covid», il più bello «assistere una donna in procinto di partorire vicino alle casse dell’Esselunga» e poi ancora «salvare un papà camionista che si è sentito male sulla vecchia 525 Villa d’Almè-Dalmine. I pericoli, in un mestiere così, non sono mai mancati. «A mia moglie non racconto niente, poi lei legge sul giornale e mi fa domande... La divisa mi ha sempre affascinato fin da piccolo: lavoravo in un panificio e vedevo i carabinieri entrare. Quando ho fatto il servizio di leva ho capito che quella era la mia strada».

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«Porto nel cuore i tanti colleghi, i commercianti, gli industriali, gli amici delle Forze di Polizia, la gente comune. È difficile smettere ma ho due belle nipotine che mi danno un altro sguardo sulla vita». «Per la Bergamo del futuro? Mi auguro che tra i ragazzi ci sia più rispetto per la divisa che è sempre al servizio della comunità. La sicurezza andrebbe insegnata a scuola».

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