Il sogno di attrice iniziato a Bergamo. Erica: «Racconto ai giovani cosa significa essere ribelli»

L’INTERVISTA. Nei giorni scorsi era sul palco del Sociale con Prometeo, per la regia di Gabriele Vacis. Bergamasca 24enne, fa l’attrice: il suo sogno realizzato con il progetto Young del Teatro Donizetti. Un messaggio per tutti i giovani: «I greci ci raccontano le scelte che dobbiamo fare ancora oggi».

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«Avevo 19 anni appena compiuti e stavo facendo le prove per il progetto Young sul palco del teatro Sociale. Avevo fatto un video e Facebook proprio in questi giorni me lo ha ricordato: cinque anni dopo, ora, sono ritornata su quel palco. Cosa voglio di più? Questo è realizzare il sogno, vivere la propria vita: è costruire il proprio sogno e vivere ogni giorno ciò che si vuole essere».

Intensa, potente. Erica Nava è di Gorle, ha 24 anni, fa l’attrice ed è parte della giovanissima Compagnia teatrale Pem, - Potenziali evocati multimediali - che nei giorni scorsi era in scena con Gli Altri Percorsi del Donizetti proprio al Sociale. In scena con Prometeo: «Il mio destino era diventare medico, ma il mio sogno era il teatro. Mi sono iscritta all’università ma intanto facevo provini nelle scuole nazionali di teatro e quando la scuola del Teatro Stabile di Torino mi ha selezionato ho lasciato l’università e ho iniziato il mio percorso».

«Eschilo chiede a Prometeo e chiede a tutti noi di fare una scelta, ma scegliere oggi è difficilissimo: abbiamo paura di scegliere».

All’epoca il direttore era Gabriele Vacis, che ha diretto ora Erica nel Prometeo: «Cosa c’entra Prometo con i giovani? Ci siamo interrogati a lungo e Gabriele Vacis ci ha indicato delle strade per comprendere a pieno la tragedia, che ha nuclei contemporanei, validi in tutti i tempi. Il Prometeo riguarda l’oggi in modo totale: Eschilo racconta la nascita della democrazia e l’eccezione alla democrazia. Eschilo chiede a Prometeo e chiede a tutti noi di fare una scelta, ma scegliere oggi è difficilissimo: abbiamo paura di scegliere».

Ora Erica incontrarà per tutto il mese di gennaio i giovani studenti di Bergamo: «La domanda è proprio questa: perché il Prometeo vi riguarda? Ho deciso di affiancare la tragedia di Eschilo al libro “Un uomo” di Oriana Fallaci». la domanda quindi è questa: «Quale è la prigione in cui decidiamo di stare? Perché il vero ribelle non è chi non rispetta le regole ma il vero ribello è chi sa quali sono le regole da rispettare».

Erica giovane, che parla ai giovani. «E i giovani sono vivi e ci ricordano che siamo vivi. Una cosa che al teatro serve tantissimo, perché abbiamo bisogno di vita». Anche a Bergamo? «La Bergamo del futuro è speranza, è un cambiamento costante. Ma soprattutto Bergamo è un posto in cui tornare».

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