«Sono un ingegnere con la passione per i viaggi: vorrei rendere Bergamo una città universitaria»

L’INTERVISTA. Il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo si racconta: «Il plus delle nostre facoltà? Puntare su una formazione integrale: qui si impara anche a lavorare in gruppo e a comunicare».

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«Vorrei rendere Bergamo una città universitaria»: è questo il progetto del Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Sergio Cavalieri, che si racconta a «L’Eco di Bergamo Incontra». «Vorrei proseguire l’impegno portato avanti anche dai miei predecessori di rendere l’università parte integrante della città, un punto di riferimento non solo per la formazione e la ricerca ma anche per i seminari e gli eventi culturali».

Ingegnere con l’amore per i viaggi e i romanzi di Verne, ha mosso i primi passi al liceo classico Spedalieri di Catania, ma ha presto scoperto che la sua passione era la matematica. Ha così proseguito gli studi in Ingegneria prima all’Università di Catania e poi al Politecnico di Milano. «Il mio primo esame: Analisi 1 e presi un bel 19. Dico sempre agli studenti che le difficoltà servono a rafforzarci e a proseguire con più energia».

«Per un Rettore è importantissimo mantenere il contatto con gli studenti - ammette - e credo che il plus di frequentare le nostre facoltà sia anche l’attenzione per una serie di soft skill molto importanti da sviluppare nella vita, come la capacità di comunicare e di lavorare in gruppo».

E quando non veste i panni accademici, Cavalieri progetta viaggi anche last minute e segue i figli, cucinando qualche piatto tipico della tradizione siciliana («Il mio piatto forte è la pasta con le sarde o con il nero di seppia») o facendo il tifo per il figlio più piccolo sugli spalti dei campetti da calcio nel weekend.

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