Giro d’Italia, Gualdi ottavo di tappa: «Bene, ma ho perso la fuga giusta»

LA TELEFONATA. Il 21enne di Cazzano racconta: «Dovevo essere più attento, ho reagito quando era troppo tardi».

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Simone Gualdi è moderatamente soddisfatto per l’8° posto nella tappa di mercoledì 20 maggio del Giro d’Italia. «Un ottavo posto - racconta il 21enne neoprofessionista di Cazzano San Andrea - è pur sempre motivo di incoraggiamento, lo unisco al 13° piazzamento ottenuto nella tappa di Fermo per cui ritengo che, essendo all’impatto con una corsa a tappe tanto importante, posso già dirmi felice per quanto sta facendo. Purtroppo mi sono perso la fuga giusta, quando ho reagito era troppo tardi».

La condizione in crescita

Dopo undici tappe ecco qual è la sua valutazione: «La prima settimana la ritengo di ambientamento anche se, onestamente, non ero granché brillante, però intuivo che stavo guadagnando una buona condizione ed è quella che in effetti sto dimostrando. Oggi (mercoledì 20 maggio, ndr) è andata così, abbastanza bene, ma cercherò di stare più attento». Determinato com’è, non gli bastano i primi due buoni risultati e non ha difficoltà a sottolinearlo: «Mi piacerebbe fare bene la tappa che transita anche dalla nostra provincia, nella Bassa Bergamasca, la Cassano d’Adda-Andalo del 27 maggio, una data e una tappa che mi sono segnato. Il sogno è questo, ma è difficile da realizzare».

Sognando altri piazzamenti

Giro sul quale Vingegaard conta di mettere la classica ciliegina sulla torta, ma la risposta di Simone va decisamente controcorrente rispetto al pronostico che vuole il danese grande favorito: «Mah, aspettiamo a dirlo. Personalmente non mi sembra particolarmente brillante, anche se io sono alle prime armi e magari la mia valutazione non è esatta. Nella cronometro Vingegaard qualche difficoltà l’ha manifestata, per cui attendiamo ancora qualche giorno per essere più precisi. Il Giro si decide sulle grandi montagne, osservandole sulla cartina mi vengono le... vertigini». Gualdi parla delle prossime tappe: «Della Cassano d’Adda-Andalo ho detto, ma se la condizione mi è amica come in questi giorni mi inventerò ancora qualcosa. Il sogno? Uno è ricorrente e non lo nascondo: riuscire riuscire a fare bene in uno dei tapponi che ci attendono l’ultima settimana. Magari un piazzamento». Lo afferma a bassa voce ma ci crede.

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