Olimpiadi bergamasche, la magnifica top 11 da primato

IN GARA. L’edizione 2026 è unica per gli atleti di casa nostra: otto saranno al debutto. Con quattro presenze Moioli eguaglia Della Monica, Goggia nella scia della longevità di Pasini, Previtali il baby.

Cortina ’56 - Milano-Cortina 2026: in mezzo settant’anni ma un’atleta di casa nostra, oggi come ieri, prenderà parte alla kermesse a cinque cerchi sotto un’altra bandiera. A quei tempi fu il pioniere Benòit Carrara, da Oltre il Colle con vigore, prima di diventare colonna portante della nazionale transalpina di sci di fondo (quattro partecipazioni dal ’48 in avanti). Oggi toccherà a Giovanni Ongaro, aspirante gigante tra gli specialisti del gigante sotto la bandiera carioca del Brasile, salendo allo Stelvio da Clusone. Per il nostro sport, passato e presente si passeranno idealmente il testimone, in una kermesse a cinque cerchi (venticinquesima di sempre) in cui la speranza è che a far staffetta siano anche quantità e qualità delle performance.

I numeri

Quella in arrivo sarà la 19esima Olimpiade invernale con almeno un atleta di casa nostra in azzurro, la quindicesima consecutiva dall’edizione di Sapporo ’72 in avanti. Seguendo il trend nazionale (196 convocati contro i 114 del ‘22), saranno undici tra orobici doc e adottivi gli atleti che prenderanno parte alla kermesse a cinque cerchi, disintegrando i precedenti primati (furono sei a Calgary ’88): ben otto di loro saranno esordienti. Prima dell’accensione del braciere sono 38 (25 al maschile e 13 al femminile) ad aver assaporato l’ebbrezza di essere protagonisti sul massimo palcoscenico sportivo. In totale hanno raccolto 61 gettoni di presenza (35 per gli uomini e 26 per le donne), partecipando a un centinaio di gare in 8 diversi sport così distribuiti: bob (3), fondo (36), biathlon (14), sci alpino (28), pattinaggio su ghiaccio (10), hockey su ghiaccio (1), freestyle (3) e snowboardercross (5). Lo sci alpino si accinge a superare il fondo nelle discipline più frequentate, con il pattinaggio che salirà al terzo posto. Tra le new entry skeleton, short track e freestyle.

Discipline ed età

Con quattro partecipazioni consecutive, Michela Moioli, eguaglierà il primato dell’ex angelo su ghiaccio Nicole Della Monica (classe ’89 da Albano Sant’Alessandro). Sofia Goggia, 33 anni compiuti a novembre, migliorerà il record di longevità di quest’ultima, ma non di Fabio Pasini, presente a 33 anni e 175 giorni a Sochi ’14 nel fondo e che sta per essere superato da Mattia Casse (’90) A Lorenzo Previtali basterà scendere sul ghiaccio per le batterie del pattinaggio su ghiaccio di velocità per diventare il più giovane di sempre al maschile: farà meglio di Roby Grigis da Selvino (21 anni e 156 giorni a Sarajevo ‘84). Insieme a Filippo Ferrari e Federico Tomasini, contribuirà a invertire un trend che iniziava a farsi preoccupante: erano dodici anni che un atleta bergamasco in campo maschile non si qualificava.

Le medaglie e fattore «esse»

Sin qui il bottino orobico nella manifestazione è di otto medaglie (3 ori e 5 argenti), cinque delle quali individuali e tre in staffetta. La leggendaria doppietta di PyeongChang ‘18 siglata dalle sorelle d’Italia Goggia & Moioli (argento anche a Pechino), ruppe un’attesa lunga 34 anni, quanti ne erano trascorsi dall’indimenticabile medaglia d’oro di Paoletta Magoni da Selvino in slalom speciale a Sarajevo ’84. In mezzo la doppia medaglia d’argento dello scalvino Fabio Maj nella staffetta 4x10 km di fondo di Salt Lake City ’02 e Nagano ’98, edizione in cui una piazza d’onore venne centrata anche da Pieralberto Carrara nella 20 km di biathlon.

A proposito: alla kermesse planetaria prenderà parte nella medesima specialità la nipote Michela (29enne valdostana in forza all’Esercito), portando avanti una tradizione familiare da non credere: in specialità la moglie Erika è stata azzurra ad Albertville ’92 (13esima in staffetta) e il cognato Angelo nono a Lake Placid ’80. Entrambi sono figli di Gianni Carrara, di scena nel fondo a Cortina ’56. Tutti sono originari di Serina, il paese che ha regalato più atleti olimpici alla nostra terra (ben 6) davanti a Schilpario (4). Tra le new entry stagionali anche Zanica, Songavazzo, Bratto.

I piazzati

Poi ci sono stati quelli che sono andati a un soffio dalla medaglia. Sul piano individuale l’unica medaglia di legno è stata quella di Ivano Camozzi nel gigante di Calgary ’88 (poco prima di essere decimo nel SuperG) e proprio lo sci alpino può vantare il maggior numero di piazzamenti individuali da top ten: sesto Norman Bergamelli nel gigante di Lillehammer ’94, settimi il compianto Fausto Radici (slalom, Innsbruck ‘76) e Lara Magoni (Nagano ‘98). Nelle altre specialità, quarta piazza di Nicole Della Monica e Matteo Guarise nel Team Event a Pyeongchang ’18: sogno di legno, sperando che stavolta faccia solo rima.

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