Olimpiadi, finalmente Zorzi e Tomasoni: «Sognare non costa niente»

SKICROSS. A Livigno sabato 21 febbraio scendono in pista gli ultimi due bergamaschi. Edoardo: «La finale è un obiettivo». Tommaso: «Può capitare di tutto».

Disciplina di nicchia che ogni quattro anni torna sulla cresta dell’onda in quanto assegna medaglie olimpiche, lo skicross vanta però grande appeal specie tra i giovani perché, oltre a presentare percorsi divertenti con salti, paraboliche, roller e cunette, offre l’emozione di veloci sfide mozzafiato nelle quali chi arriva davanti vince, senza dover fare i conti con il cronometro o strane alchimie di punteggi.

Nicchia sì, ma non nella nostra provincia visto che la metà del quartetto azzurro che domani a Livigno andrà a caccia delle medaglie viene dalla Val Seriana: saranno infatti presenti Edoardo Zorzi e Federico Tomasoni, entrambi alla prima esperienza olimpica.

Siete pronti?

«Sono nato pronto – scherza con la solita verve Zorzi, 29enne di Songavazzo che porta in azzurro i colori dello Sc Radici e che dopo nove anni in Coppa del Mondo a dicembre ha ottenuto il primo podio - è da quattro anni che non aspetto altro, a Pechino fui il primo degli esclusi, per me esserci è già una bella rivincita».

«Ci siamo ormai - attacca Tomasoni, classe ’97 di Bratto, arruolato nel Cs Esercito dopo anni di Sc Zanetti-Goggi, bronzo iridato nel team event 2023 in coppia con la livignasca Jole Galli - partecipare alla mia prima Olimpiade in Italia è un’emozione incredibile soprattutto per il fatto che Livigno è un po’ la mia seconda casa».

E la pista di gara vi piace?

«Purtroppo la tradizionale gara pre-olimpica non è stata fatta, sostituita da due giorni di prove e non è la stessa cosa - sottolinea Zorzi - però la pista mi piace un sacco, ha molti roller in sequenza che ti permettono le combinazioni che preferisci. Poi è aperta consentendo i sorpassi, quindi tutto può succedere».

«La pista è nuova per tutti e la trovo bella - gli fa eco Tomasoni - bisognerà partire a tutta come sempre e giocarsi subito le prime posizioni, però dà la possibilità di sorpassare quindi si può recupere».

Sbilanciatevi, qual è il vostro obiettivo?

«Giocarmi la finale è una speranza realistica, non vedo perché non possa entrarci – le speranze di Edoardo - poi lì chissà... l’importante è giocarsela fino in fondo, sognare in grande non costa niente».

Stessa lunghezza d’onda per Federico: «si sa che alle Olimpiadi contano solo le medaglie, quindi darò il massimo: giù le punte e spingere di gambe ad ogni passaggio, andare a tutta cercando di essere astuti e furbi studiando dove si può superare, può capitare di tutto».

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