(Foto di ansa)
SUPERG UOMINI. Il bergamasco d’adozione è una mina vagante in crisi Gli altri due azzurri, già medagliati in discesa, sfidano ancora gli svizzeri
Ultima chiamata per Mattia Casse mercoledì mattina ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina con il SuperG che alle 11,30 (Rai2 e Eurosport) sulla Stelvio di Bormio conclude le gare veloci dello sci alpino. Un tracciato il cui manto nevoso sta creando qualche problema di troppo al 35enne valsusino che a Bergamo consideriamo «nostro» in quanto ormai da oltre dieci anni risiede nella nostra provincia: «Non riesco a trovare la lettura per questa neve - confessava al termine della discesa per la Team Combined - e al momento non ce la faccio a fare meglio».
E se per Casse il superG odierno assume il valore della classica ultima spiaggia, diverso è l’approccio degli altri componenti del quartetto azzurro con Franzoni e Paris che si presentano al cancelletto con la tranquillità rappresentata dall’aver già una medaglia al collo, l’argento e il bronzo della discesa con cui hanno aperto la loro avventura olimpica che, viste le condizioni, potrebbe continuare nel segno dei metalli preziosi, mentre per Christof Innerhofer la serenità viene oltre che dalla maturità dei suoi 41 anni suonati, soprattutto dall’essere alla quinta Olimpiade vantando peraltro in bacheca l’argento nella discesa di Sochi (con l’oro che gli sfuggì per il soffio di 6 centesimi) e il bronzo nella Supercombi della stessa edizione.
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