Polvere di stelle. Lo spirito olimpico
pervade Selvino - Video
L’EVENTO. Sul palco la Valanga Rosa (con Giordani e Zini), le due Magoni, Ninna Quario (mamma di Brignone) e Compagnoni.
«Selvino paese olimpico» il nome dell’evento, «polvere di stelle» sarebbe potuto diventare il sottotitolo. Per inequivocabili meriti acquisiti sul campo. Sul piano dell’organizzazione con la «macchina» che, come da tradizione, ha nell’assessore del Comune e presidente onorario dello Sci club dell’altopiano Angelo Bertocchi il suo fulcro; su quello dei successi, tanto quanto su quello del peso delle parole e del loro valore, quello che hanno saputo concentrare le campionesse salite sul palco.
La Valanga Rosa
Perché insieme alla Valanga Rosa (rappresentata, in rigoroso ordine alfabetico, da Wanda Bieler, Claudia Giordani, Piera Macchi e Daniela Zini) c’era l’argento iridato 1997 Lara Magoni insieme agli ori olimpici Paola Magoni e Deborah Compagnoni. Se le due selvinesi doc hanno portato in giro per il mondo il nome del loro paese, la fuoriclasse di Santa Caterina Valfurva, ha vinto il superG di Albertville 92 sotto i colori dello Sci Club Selvino. Ecco perché Debby non poteva mancare («quando Lara ed io eravamo compagne di squadra, venivo spesso da queste parti e alloggiavo nel suo albergo. Per me questo luogo è sempre speciale, ci tenevo ad esserci») mentre Piera Macchi ha perfino rinunciato all’ultimo giorno come volontaria a Milano-Cortina. I pensieri per Toni Morandi («uno di quei regali che la vita decide di farti», ha detto Lara Magoni), l’ammissione di Ninna Quario («da una decina d’anni ormai sono solo la mamma di Federica Brignone» ha sorriso), l’orgoglio di Daniela Zini («La Valanga Rosa ha contribuito a far crescere un movimento che ha vissuto la prima svolta con l’oro di Paola Magoni»), i retroscena svelati.
Tra i tanti, ecco Paola Magoni: «Nella mia prima settimana in Nazionale sono stata abbinata in stanza alla capitana Claudia Giordani, per non disturbare quasi non mi muovevo nel letto e facevo sempre tutto dopo di lei. Al rientro, quando si è sciolta la tensione, ho dormito due giorni». Una carrellata di assi, esempi di resilienza, di percorsi da annotare e da studiare per essere presi come modello, Ma soprattutto di donne con la «D» maiuscola.
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