Un progetto per proteggere l'Adriatico in caso di sversamenti petrolio

(ANSA) - TRIESTE, 04 FEB - Punta a rafforzare la protezione dell'Adriatico per rispondere tempestivamente a potenziali eventi di inquinamento marittimo, in particolare a sversamenti di idrocarburi, il progetto Adriatic Sensitive Areas Protection mechanism presentato oggi a Trieste e finanziato dal programma Interreg Ipa Adrion.

L'iniziativa è guidata dal segretariato esecutivo dell'Iniziativa Centro Europea e vede, per l'Italia, la partecipazione dell'Ogs.

Oggi sono stati resi noti gli esiti della prima fase del progetto, come l'analisi dei rischi ambientali, i risultati delle simulazioni di sversamenti di petrolio, la mappatura delle aree costiere più vulnerabili e una panoramica delle risorse disponibili per rafforzare la cooperazione transfrontaliera nella gestione delle emergenze. Una rete di protezione ambientale che coinvolge le principali istituzioni scientifiche, le autorità marittime e i portatori di interesse di Italia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Slovenia.

"Progetti concreti come Asap - ha spiegato il segretario generale dell'Ince, Franco Dal Mas - traducono le nostre priorità in azioni tangibili, rafforzando la resilienza e riducendo gli impatti dell'inquinamento attraverso un meccanismo transnazionale che coinvolge sei Paesi membri. I dati presentati oggi non si limitano a fotografare la situazione, ma orientano decisioni, investimenti e politiche pubbliche, migliorando coordinamento e capacità di risposta per la tutela del mare, delle coste e delle comunità, nella consapevolezza che nessun Paese può agire da solo in un contesto senza confini".

Vinko Bandelj dell'Ogs ha sottolineato che è stata fatta "una stima della vulnerabilità costiera di tutto l'Adriatico. Qui ci sono le petroliere, ma anche le navi da crociera, le navi porta container e altri mezzi, tutto questo in un'area ristretta.

Ovviamente nessuno si augura che succeda un incidente, inoltre l'Adriatico è un mare molto controllato e i regolamenti vengono fatti rispettare, ma il rischio resta e bisogna essere preparati a gestire un'emergenza qualora qualcosa succedesse". (ANSA).

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