Anche i cani «parlano». Ecco come/2

Dove eravamo rimasti? Alla lagotta Mia che in fase di passeggio, soprattutto se in città, saluta con un abbaio tutti i cani di taglia media e grande solo per farsi notare. Una volta rientrata a casa, dopo essersi lanciata sulla ciotola per abbeverarsi e, complice la sua «barba», aver distribuito gocce d’acqua un po’ dappertutto, si cheta buttandosi sul divano in attesa della cena.

Anche i cani «parlano». Ecco come/2

Al rumore dell’apertura del barattolo delle crocchette, corre subito in cucina e lentamente, a uno a uno, affronta il cibo. Mangiandone però solo la metà perché è più importante tenere d’occhio cosa succede ai fornelli e, soprattutto, quando il cibo del padrone arriva in tavola. Ecco allora che la nostra lagotta inizia a «parlare» cercando di agguantare la manodella sua padrona nel tentativo di far cadere a terra qualcosa per appropriarsene. A nulla valgono i comandi «seduta», «terra», «dopo»: l’unica soluzione è chiuderla fuori dalla cucina, magari con una carota che sgranocchia alla velocità della luce, e finire di mangiare in santa pace. C’è di buono che non si lamenta, strano ma vero.

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