Cani in aree dedicate, firme contro a Pontirolo. Ma la sindaca difende l’ordinanza
IL CASO. Al via la petizione online per chiedere al Comune di ripensarci. Bertocchi: «Questione di sicurezza, igiene e serenità per la convivenza».
Lettura 2 min.Pontirolo Nuovo
Una petizione online ha raccolto fino a domenica sera 28 giugno 459 firme di abitanti di Pontirolo Nuovo contrari alla decisione del Comune di limitare l’accesso dei cani ai parchi pubblici, consentendo ai proprietari di raggiungere esclusivamente le aree dette di «sgambamento», ovvero gli spazi recintati dove gli amici a quattro zampe possono correre liberamente. Aree attualmente presenti in tre dei sei parchi comunali.
L’ordinanza è stata firmata dal comandante della polizia locale, Michele Maltese, lo scorso 2 aprile e nei sei parchi comunali (nelle vie Verdi, Italia, Liguria, Europa, Matteotti e Da Vinci) sono poi apparsi i cartelli con i divieti (peraltro estesi anche alle biciclette e ai monopattini, che devono essere condotti a mano).
La richiesta della petizione
Una decisione che non è andata giù ad alcuni proprietari di cani, che hanno avviato la raccolta di firme su change.org: «Questa ordinanza crea disagio a tutti proprietari di cani, perché li costringe a percorrere solo i marciapiedi, o poche aree verdi tra le abitazioni, quindi a far fare i bisogni ai propri cani anche sull’asfalto, che d’estate è molto caldo e raramente ombreggiato – spiegano –. Inoltre anziani o persone senza auto per portare fuori il loro cagnolino devono fare la gincana tra i divieti comunali». La richiesta al Comune è che «l’ordinanza venga modificata, consentendo in tutti i parchi comunali l’accesso ai cani con obbligo di guinzaglio, mantenendo le stesse regole di decoro e responsabilità da parte dei cittadini, ed avere più controlli e sanzioni mirate per coloro che non raccolgono le deiezioni».
«Garantire la sicurezza, l’igiene e la serenità nei luoghi pubblici»
Replica la sindaca Erika Bertocchi: «A seguito dell’ordinanza sono state diffuse interpretazioni non corrette che rischiano di creare infondato allarmismo e divisioni inutili nella comunità. La motivazione principale che ha portato a formalizzare il provvedimento è semplice e di assoluto buonsenso: garantire la sicurezza, l’igiene e la serenità nei luoghi pubblici frequentati dai cittadini, soprattutto da bambini e famiglie. Nel Comune di Pontirolo non esiste alcun divieto generalizzato di accesso dei cani nei parchi: l’ordinanza non vieta l’accesso agli animali, ma disciplina con chiarezza l’utilizzo di specifiche aree verdi, distinguendo nettamente gli spazi dedicati ai bambini dagli spazi dedicati agli animali, così come previsto dalla normativa nazionale di riferimento. In tutti i parchi il cane può accedere regolarmente, accompagnato al guinzaglio, per raggiungere l’apposita area recintata dove può essere lasciato libero in totale sicurezza».
«Semplificare la questione alludendo al fatto che il Comune è contro i cani significa rappresentare il contenuto dell’ordinanza in modo non corrispondente alla realtà: il Comune non solo non ha escluso i cani dai parchi, ma ha già realizzato aree appositamente dedicate allo sgambamento in tre parchi pubblici su sei e stiamo già lavorando alla realizzazione di una ulteriore area dedicata ai cani in via Matteotti»
Prosegue la sindaca: «Semplificare la questione alludendo al fatto che il Comune è contro i cani significa rappresentare il contenuto dell’ordinanza in modo non corrispondente alla realtà: il Comune non solo non ha escluso i cani dai parchi, ma ha già realizzato aree appositamente dedicate allo sgambamento in tre parchi pubblici su sei e stiamo già lavorando alla realizzazione di una ulteriore area dedicata ai cani in via Matteotti. Vogliamo infatti investire per una gestione degli spazi pubblici più moderna, civile e organizzata, dove i diritti di alcuni non prevarichino sugli altri. Una comunità moderna non si costruisce contrapponendo bambini e animali, ma stabilendo regole chiare che consentano a tutti di convivere nel massimo rispetto reciproco. Anche il regolamento urbano va in questa direzione e prevede l’applicazione di sanzioni per chi non raccoglie le deiezioni canine o non si occupa di ripulire lo spazio sporcato dal proprio animale. Non si tratta ovviamente di regole “punitive” o “per fare cassa” ma, al contrario, si tratta di avere cura e rispetto per il proprio territorio e per le persone che lo abitano garantendo condizioni di igiene pubblico da paese civile».
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