A Bergamo 39 famiglie in attesa di accogliere profughi dall’Ucraina

Le candidature Sono formate da giovani coppie con bambini piccoli o in età adolescenziale, ma ci sono anche tante persone che vivono da sole.

Sono 39 le famiglie residenti in città che attraverso le piattaforme messe a disposizione dal Comune di Bergamo hanno dato finora la disponibilità ad accogliere nelle loro case uno o più profughi ucraini. Ma mentre l’assegnazione degli appartamenti vuoti resisi disponibili sul territorio appare più semplice da gestire, il percorso d’inserimento dei rifugiati nel contesto familiare ha bisogno di più passaggi e di tempi un po’ più lunghi. E così finora nessuna di queste ha ancora iniziato ad ospitare.

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Pochi giorni dopo l’inizio della guerra, l’Amministrazione comunale ha attivato una mail e un numero verde per raccogliere offerte e richieste di aiuto, in un mese e mezzo i contatti sono stati 380, sia dalla città che dalla provincia. Da subito alcune famiglie hanno offerto spazi e appartamenti, altre si sono proposte di ospitare soprattutto minori non accompagnati, che però non possono essere accolti nelle famiglie per motivi legati alla loro tutela. Il Comune ha dunque aperto due strade, entrambe attraverso piattaforme online che rimandano all’associazione Refugees Welcome Italia. In una prima fase si sono candidati 22 nuclei familiari, poi il Comune ha sottoscritto una convenzione con la sezione di Bergamo dell’associazione, che ha raccolto altre 17 candidature.

Nel frattempo è stato pubblicato il bando della Protezione Civile che, attraverso una manifestazione d’interesse, ha dato la possibilità alle famiglie di chiedere un contributo di 33 euro al giorno per ogni profugo ospitato, coinvolgendo gli enti del Terzo Settore. In altre parole, si è data la possibilità ai territori di organizzarsi attraverso progetti di accoglienza diffusa, con i soldi che arriveranno sì alle famiglie ospitanti, ma che dovranno passare necessariamente dalle associazioni, cui spetta il compito di fare incontrare domanda e offerta di aiuto.

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«Stiamo parlando di una progettualità innovativa - ha detto Marcella Messina, assessore ai Servizi sociali del Comune di Bergamo - perché è il primo esempio di accoglienza diffusa in famiglia che sperimentiamo sul nostro territorio. Attraverso questo progetto, inauguriamo dunque un nuovo metodo di lavoro, che va proprio nella direzione di un’accoglienza diversa, rispetto al passato. È chiaro che si tratta di un lavoro complesso, perché è necessario trovare una sinergia tra le famiglie accoglienti e quelle ospitate». Il Comune di Bergamo ha aderito al bando come partner insieme a Refugees Welcome e Arci; giovedì pomeriggio la proposta è stata presentata in Giunta da Messina, nelle prossime settimane i fondi saranno verosimilmente già a disposizione delle famiglie (ieri la Prefettura ha comunicato che il termine per presentare domanda è stato prorogato fino al 7 maggio). «Le disponibilità che abbiamo già raccolto sul territorio sono tante – ha aggiunto l’assessore –. Questo bando della Protezione Civile è molto importante perché dà un contributo alle famiglie, valorizzando nel contempo il ruolo del Terzo Settore. L’arrivo di questi fondi permetterà senz’altro di mettere a sistema l’intero progetto».

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Risolto il problema economico del sostegno alle famiglie ospitanti, resta ora quello – non trascurabile – legato all’integrazione. I primi «accoppiamenti» tra famiglie ospitanti e rifugiati non hanno dato esito positivo: «Molte delle persone che sono scappate sono ancora disorientate – spiega Massimo Venturini, referente per Bergamo dell’Associazione Refugees Welcome –. C’è da costruire un percorso d’integrazione che non è facile, anche banalmente per la lingua. Gli ucraini che arrivano in Italia sono convinti di rimanerci per poco tempo, ma sappiamo che purtroppo non sarà così, e sono ancora poco disposti a spendersi sul territorio italiano». Le famiglie bergamasche che al momento hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i profughi sono perlopiù formate da giovani coppie con bambini piccoli o in età adolescenziale, ma ci sono anche tante persone che vivono da sole. «Abbiamo notato una grande solidarietà da parte della popolazione bergamasca - ha aggiunto Venturini - che si è dimostrata come sempre molto ricettiva». Nel frattempo il Comune di Bergamo ha trovato una sistemazione per due signore ucraine nella residenza per anziani Domitys di via Pinamonte di Brembate, che ha messo loro a disposizione un appartamento, in parziale condivisione con altri anziani.

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