A Bergamo l’ultimo saluto alla maestra Katia. «Una garibaldina»

IL LUTTO. Per i suoi ragazzi un’autentica leggenda. Giovedì 2 luglio i funerali in Duomo, nella sua Città Alta.

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È un fiume incessante di persone, quello che viene a trovare Katia Stilliti, 72 anni, volata via lunedì 29 giugno dopo un morbo infame che ha affrontato con incredibile coraggio. Colleghe maestre, alunni ormai diventati uomini, mamme riconoscenti, a testimonianza di quanto bene avesse distribuito nella sua carriera, vissuta con trasporto e generosità.

Nativa del Paesetto (la parte alta di via Sant’Alessandro, in città), la famiglia si trasferisce poi in via Rosate, in Città Alta, e poi al Villaggio degli Sposi. Frequenta le Magistrali e si fidanza con Guido Sgherzi, atleta e poi tecnico di valore nell’atletica di casa nostra, insegnante (pure lui) Isef. Si sposano nell’agosto del 1976 e vivono a Curnasco dove nasce Viviana nel 1981. Il trasferimento a Brembate di Sopra (dove tuttora abitava) benedice nel 1988 la nascita di Nicoletta che, il 7 aprile scorso, visto il precipitare degli eventi, decide in fretta di sposarsi perché vuole la mamma presente alla cerimonia.

Un’autentica leggenda

Gli inizi della maestra Katia, un’autentica leggenda tra i suoi ragazzi, segnano nel 1970 l’attraversamento di buona parte della Valle Imagna: Locatello, Capizzone, Sant’Omobono, Fuipiano e proprio qui il suo nome è legato ad un fatto di cronaca, quando il paese restò isolato per una frana.

Coraggiosa e determinata

Ci volle l’intervento della Forestale per aprire un passaggio che aggirasse l’ostacolo e la maestra Katia fu la prima a passare, sulla sua Fiat 128 blu, tra gli applausi di tutta Fuipiano. Era fatta così, coraggiosa e determinata. Poi il passaggio di ruolo ad Ossanesga, Curno, Brembo, Burligo, sempre col sorriso che partiva dagli occhi. «Era una mamma solare, sempre presente, piena d’amore – ricordano le figlie Viviana e Nicoletta».

«Una maestra veramente brava – confida il marito Guido –, una garibaldina disposta a tutto. Fece parte di una commissione europea che la portò anche in Finlandia e Romania e s’è distinta nel volontariato». Katia adorava i viaggi, soprattutto Roma e Parigi, dov’era stata con Nicoletta, di cui conosceva ogni angolo. L’ultimo saluto giovedì 2 luglio alle 10 in Duomo, nella sua Città Alta che non potrà dimenticarla mai.

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