A Efeso nella Casa di Maria, il Vescovo di Bergamo: «Senza cuore il mondo muore»

IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO. Nella penultima giornata in Turchia, tappa nella città del concilio, tra le antiche rovine e il santuario mariano: «Il Regno di Dio germoglia nel piccolo». I 220 pellegrini sono stati anche alle cascate pietrificate di Pamukkale.

Lettura 1 min.

Efeso

La preghiera dell’Ave Maria tra i resti della basilica bizantina dove, nel 431 d.C., si tenne il famoso concilio che proclamò la Divina Maternità di Maria e poco dopo la Santa Messa celebrata nell’idilliaco santuario della Casa di Maria, dove la Madonna e Giovanni si rifugiarono dopo la crocifissione di Gesù. Con questi due partecipati momenti è culminato nel segno di Maria e del cuore il pellegrinaggio diocesano in Turchia guidato dal Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi. Lunedì 29 giugno, nella settima e penultima giornata, i 220 fedeli che hanno aderito alla proposta dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei pellegrinaggi e di Ovet hanno vissuto un’esperienza ricca di significato, sigillo spirituale di un intenso cammino alle sorgenti della fede, nei luoghi delle prime comunità cristiane.

La giornata si è aperta con la visita alle cascate pietrificate di origine calcarea a Pamukkale ed alle imponenti rovine di Hierapolis. Nel pomeriggio tappa al sito archeologico di Efeso con gli splendidi monumenti della città antica, seguendo le orme di San Paolo. Dopo la preghiera nella basilica, il Vescovo ha celebrato la Messa nel santuario della Casa di Maria, sulle alture di Efeso, luogo di silenzio, preghiera e condivisione.

«Senza cuore il mondo muore»

Al centro dell’omelia la figura della Vergine («una donna vestita di sole»).Il Vescovo ha poi accostato la grandiosità dell’antica Efeso alla piccolezza della Casa di Maria: «Non ci dispiaccia di essere piccoli - ha detto -. Il Regno di Dio germoglia proprio nel piccolo. La Chiesa non vive della propria rilevanza sociale, dalla potenza economica o del consenso numerico, ma della luce di Cristo e della forza dello Spirito». Rievocando il «pellegrinaggio del cuore e nel cuore» il Vescovo ha spiegato che «il cuore è un piccolo muscolo, ma senza cuore non si può vivere. E senza cuore il mondo muore».

Leggi anche
Leggi anche

Particolarmente sentito anche l’incontro con la comunità dei religiosi che custodisce il santuario. «Qui sperimentiamo ogni giorno una presenza orante e silenziosa - ha spiegato Antonietta, laica consacrata -. Maria continua ad accogliere tutti i suoi figli: questo luogo è un ponte tra religioni diverse, dove tanti musulmani vengono a pregare e affidarsi alla Vergine». Fra Pio, rettore del santuario, ha testimoniato che «qui cerchiamo di essere testimoni di comunione e di unità. Ogni anno arriva circa un milione di persone e molti non sono cristiani, ma la devozione a Maria unisce e apre il cuore».

A Bergamo il 30 giugno

In serata i pellegrini hanno raggiunto Izmir, l’antica Smirne. Martedì 30 giugno il rientro in Italia con grande ricchezza nello spirito: il bilancio, tra i pellegrini, è infatti estremamente positivo. Per loro non è stata «una semplice vacanza» ma «un’esperienza di fede, cultura e condivisione che lascia un segno profondo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA