Ad Ankara 220 pellegrini bergamaschi in preghiera per la pace: «Togliamo l’odio dal nostro cuore»
QUARTO GIORNO. Il Vescovo durante il pellegrinaggio ha celebrato la Messa nella Nunziatura apostolica: «Il perdono è sorgente di pace, non lasciamoci contagiare dalla violenza». È stato ricordato il contributo di Papa Giovanni XXIII nel salvare migliaia di ebrei. Lasciata la capitale, primi assaggi di Cappadocia, tra laghi salati, scenari mozzafiato e città sotterranee.
Lettura 1 min.Ankara
Si è aperta con un’invocazione alla pace la quarta giornata del pellegrinaggio diocesano in Turchia, presieduto dal Vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi e proposto dall’Ufficio diocesano per la pastorale dei pellegrinaggi e da Ovet. Nella mattinata di venerdì 26 giugno i 220 pellegrini sulle orme dei primi cristiani hanno condiviso l’intensa celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria presso la Nunziatura apostolica nella capitale Ankara. Qui, ricordando l’esperienza in Turchia come Delegato apostolico del bergamasco monsignor Angelo Giuseppe Roncalli (1935-1944), futuro Papa Giovanni XXIII, il Vescovo ha spiegato che la pace si costruisce mettendo in movimento il cuore, rifiutando la logica della vendetta e scegliendo ogni giorno il Vangelo.
«Portiamo via l’odio dal cuore, affinché non diventi il criterio con cui guardare il mondo»
«Le ragioni della guerra e della violenza le conosciamo fin troppo bene e non hanno bisogno di approfondimenti. Noi desideriamo la pace. La domanda è: come la costruiamo?». Richiamando il magistero di Papa Leone, il Vescovo ha invitato a «non rassegnarsi all’impotenza» e a «non lasciarsi contagiare dalla violenza», ma a partire «da pensieri, ragioni e sentimenti» capaci di orientare le scelte quotidiane. «Il perdono - ha ribadito il Vescovo - è sorgente di pace. Portiamo via l’odio dal cuore, affinché non diventi il criterio con cui guardare il mondo».
La sentita Messa per la pace è stata concelebrata da monsignor Michelangelo Finazzi, monsignor Mario Carminati, monsignor Giampietro Masseroli, monsignor Pasquale Pezzoli, don Luca Della Giovanna, don Daniele Belotti, don Carlo Lazzarini, don Egidio Todeschini e don Ugo Patti. Proprio don Della Giovanna, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi, ha ricordato come monsignor Roncalli abbia contribuito a salvare migliaia di ebrei in fuga dalla persecuzione nazista, durante la Seconda guerra mondiale, grazie alla collaborazione dell’ambasciatore tedesco Franz von Papen, fornendo certificati per il passaggio in Turchia fino alla Terra Santa: «Sono germogli di pace dove l’odio non ha avuto il sopravvento».
Successivamente i pellegrini hanno visitato il museo delle antichità anatoliche, con una straordinaria raccolta con pezzi di grande valore storico. La giornata è stata una tappa di avvicinamento alla suggestiva regione della Cappadocia, con un primo sguardo panoramico sull’area, tra laghi salati, paesaggi mozzafiato e città sotterranee. «Stiamo vedendo posti bellissimi, che riempiono gli occhi ed il cuore, così come le riflessioni del nostro Vescovo stanno arricchendo di significato questo pellegrinaggio», testimoniano alcuni pellegrini.
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