I pellegrini bergamaschi a Nicea, 1700 anni dopo il Concilio: «Qui il primo segnale di unità della Chiesa» - Video
IL TERZO GIORNO. Dopo la Messa nella chiesa di Sant’Antonio a Istanbul, i 220 fedeli hanno fatto tappa nell’odierna Iznik, pronunciando il Credo. Il Vescovo: «Qui è stato messo a fuoco l’essenziale della fede cristiana». Don Della Giovanna: «Linfa vitale per la storia della Chiesa».
Lettura 1 min.Iznik
Nel terzo giorno del pellegrinaggio diocesano in Turchia presieduto dal Vescovo monsignor Francesco Beschi, i 220 fedeli bergamaschi hanno fatto tappa a Iznik, l’antica Nicea, dove 1700 anni fa si celebrò il primo Concilio ecumenico della storia. E sulle sponde del lago, presso le rovine visitate nei mesi scorsi anche da Papa Leone XIV, hanno rinnovato la professione di fede utilizzando il testo consegnato nei libretti del viaggio: un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, compiuto proprio nel luogo che segnò una svolta nella storia del cristianesimo. È stato un momento ricco di significato quello di giovedì 25 giugno nell’ambito del programma proposto da Ufficio diocesano per la pastorale dei pellegrinaggi e Ovet sulle orme dei primi cristiani, nella Terra Santa della Chiesa.
«Abbiamo voluto inserire questa tappa, pur con una deviazione rispetto all’itinerario normale, ma ci sembrava particolarmente significativa - ha spiegato monsignor Beschi -. Qui i Vescovi hanno cercato di mettere a fuoco ciò che è essenziale della fede cristiana: riconoscere il volto del Padre nella persona del Figlio, Gesù Cristo. Siamo in un luogo dove la Chiesa ha dato il primo segnale di unità. Tutti i cristiani si riconoscono in queste parole. Per questo proclamare insieme la fede qui assume un significato particolare».
A sottolineare l’importanza della tappa è stato anche don Luca Della Giovanna, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi. «A Nicea, non senza fatica e sofferenza, venne formulata quella professione di fede che sarebbe diventata il primo tassello della dottrina cristiana, qui riassorbiamo e risentiamo la linfa vitale che ha poi generato la storia di tutta la Chiesa».
L’arrivo ad Ankara
La giornata è iniziata a Istanbul con la celebrazione eucaristica nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, nel quartiere di Galata, luogo legato anche alla memoria dei pontefici Giovanni XXIII e Paolo VI. Nella Messa - concelebrata da monsignor Michelangelo Finazzi, monsignor Mario Carminati, monsignor Giampietro Masseroli, monsignor Pasquale Pezzoli, don Luca Della Giovanna, don Daniele Belotti, don Carlo Lazzarini, don Egidio Todeschini e don Ugo Patti - il Vescovo ha invitato a pregare per l’unità dei cristiani che «rende credibile la testimonianza del Vangelo». Dopo la sosta a Nicea, il viaggio è proseguito verso Ankara, capitale della Turchia, dove il gruppo è arrivato in serata
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