Da Bergamo alla Turchia, pellegrini sulle orme di Papa Giovanni XXIII: «Qui costruì ponti di pace»

IL SECONDO GIORNO. Il Vicario apostolico di Istanbul ha ricordato gli anni in Turchia di monsignor Roncalli: «Uomo di dialogo». Il Vescovo di Bergamo: «Lavorò per l’unità dei cristiani». Dai 220 fedeli bergamaschi il sostegno al Seminario locale.

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Istanbul

Sulle orme di Papa Giovanni XXIII, tra i luoghi simbolo della grande storia e le meraviglie di una città «ponte» tra Oriente e Occidente, luogo di incontro di popoli, religioni e culture diverse. La 2ª giornata del pellegrinaggio diocesano in Turchia guidato dal Vescovo monsignor Francesco Beschi è stata dedicata alla cosmopolita Istanbul, in un viaggio tra il passato (da capitale cristiana dell’impero romano d’Oriente a fulcro del plurisecolare impero ottomano) e i tempi moderni.

La Messa nella Cattedrale cattolica

Il cammino dei 220 fedeli bergamaschi - proposto dall’Ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi e da Ovet - sta attraversando, da martedì scorso fino al prossimo 30 giugno, quella che viene definita la «Terra Santa della Chiesa», nei luoghi dove il cristianesimo mosse i primi passi. Istanbul, visitata mercoledì 24 giugno, non è propriamente fra questi. Ma ha un significato speciale, grazie alla profonda eredità lasciata dal bergamasco Angelo Giuseppe Roncalli durante i quasi dieci anni - dal 1935 al 1944 - trascorsi come Delegato apostolico in Turchia, dove è ancora amato e ricordato dalla popolazione locale, come sottolineato con forza, a più riprese, dal Vicario apostolico di Istanbul, monsignor Massimiliano Palinuro, nella Messa celebrata nella Cattedrale cattolica del Santo Spirito, in cui più volte celebrò anche monsignor Roncalli. «Papa Giovanni ha lasciato un segno profondo e indelebile nella Chiesa turca - ha ricordato il Vicario -. Proprio qui, a cavallo tra Asia ed Europa, il futuro Pontefice ha imparato a essere costruttore di ponti, uomo di dialogo e di pace, gettando semi che avrebbero poi trovato piena espressione nel Concilio Vaticano II. Monsignor Roncalli ha avuto coraggio nell’aprire nuove strade nel rapporto con il mondo ortodosso e nel rendere il Vangelo più accessibile alle persone e alle culture».

Il richiamo all’impegno per la pace

Parole che hanno trovato eco nella riflessione del Vescovo di Bergamo. «Siamo venuti in Turchia anche con il desiderio di rinnovare la memoria e la testimonianza di Papa Giovanni in questa terra dove ha svolto un servizio molto importante – ha spiegato monsignor Beschi – nel segno delle sue caratteristiche più autentiche: la disposizione all’incontro, al dialogo, all’unità dei cristiani e alla pace. Sentire il Vicario apostolico parlare con tanta intensità dell’attualità della testimonianza di Papa Giovanni è stato un grande dono per tutti noi. Ci richiama all’unità del genere umano e all’impegno per la pace».

Lo scambio di doni tra Bergamo e Istanbul

La celebrazione nella Cattedrale, gremita di fedeli bergamaschi, è stata particolarmente intensa e ricca di significato, concelebrata da monsignor Michelangelo Finazzi, monsignor Mario Carminati, monsignor Giampietro Masseroli, monsignor Pasquale Pezzoli, don Luca Della Giovanna, don Daniele Belotti, don Carlo Lazzarini e don Egidio Todeschini e accompagnata all’organo da don Ugo Patti. Nell’omelia monsignor Palinuro ha invitato i pellegrini a vivere il pellegrinaggio come un’occasione capace di lasciare un segno profondo nell’esistenza e di «cambiare la vita». Al termine della celebrazione, è stato consegnato a monsignor Palinuro il contributo raccolto dai pellegrini a sostegno del piccolo Seminario locale che conta una decina di seminaristi. «Un gesto condiviso, di vicinanza, a sostegno di questa Chiesa», ha spiegato don Luca Della Giovanna, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi. Ringraziando per «la solidarietà, la vicinanza e la fraternità tra le nostre Chiese», il Vicario ha chiesto di pregare per le vocazioni e ha auspicato anche «una futura collaborazione missionaria sulle orme di Papa Giovanni». Lo scambio di doni ha ulteriormente rinsaldato il legame tra Bergamo e Istanbul. A monsignor Beschi è stata consegnata la medaglia ufficiale del pellegrinaggio di Papa Leone in Turchia e Libano (27 novembre-2 dicembre 2025), mentre la delegazione bergamasca ha donato una copia anastatica del manoscritto del discorso di Papa Giovanni all’apertura del Concilio.

«Unire bellezza e bontà»

La giornata è stata l’occasione per visitare alcuni dei luoghi più significativi di Istanbul, dalla basilica bizantina di Santa Sofia (oggi moschea) al palazzo Topkapi, residenza dei sultani. Lo stupore è il sentimento diffuso davanti ai monumenti e alla storia della città. Quella di ieri è stata una giornata tra «meraviglia, fede e scoperta» come testimoniato dai pellegrini. Nella crociera finale sul Bosforo il Vescovo ha condiviso la sua riflessione: «Abbiamo potuto raccogliere nella testa, negli occhi e nel cuore la grandiosità di questa città e allo stesso tempo avvertire la piccolezza attuale della comunità cristiana nella terra che ha visto le origini della Chiesa. È come se si fosse tornati alle origini. Gli apostoli Paolo e Giovanni non si sono scoraggiati davanti a questa piccolezza, hanno portato il messaggio del Vangelo e noi oggi raccogliamo la loro testimonianza. Non separiamo mai la bellezza che ammiriamo dalla bontà che siamo chiamati ad esercitare e a riconoscere anche nella persona più umile. Unire bellezza e bontà vuol dire salvare il mondo e noi stessi». Giovedì 25 giugno i pellegrini proseguiranno verso Nicea, dove si celebrò il primo Concilio ecumenico, e poi verso Ankara, la capitale.

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