Affitti più accessibili con AbitAzione: un fondo da 500mila euro
IL PROGETTO. Il progetto di Caritas, Acli e Diakonia punta a recuperare case sfitte e sostenere le famiglie con Isee fino a 25mila euro. Già coinvolti 38 tutor abitativi.
Lettura 3 min.Bergamo
Trovare una casa in affitto è diventato sempre più difficile anche per chi lavora e dispone di un reddito. Allo stesso tempo, molti proprietari scelgono di lasciare sfitti i propri immobili per il timore di morosità, contenziosi e difficoltà nella gestione dei rapporti locativi. AbitAzione nasce per ridurre questa distanza, ricostruendo un rapporto di fiducia tra proprietari, inquilini e comunità. Il progetto è promosso da Caritas Diocesana Bergamasca, Acli Bergamo Aps, Fondazione Diakonia e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, con l’obiettivo di favorire l’accesso alla casa, recuperare opportunità abitative e prevenire le situazioni di difficoltà.
(Foto di Colleoni)
«Dopo la presentazione del Fondo Abitazione, avvenuta lo scorso maggio, abbiamo iniziato a tradurre il progetto in azioni concrete – afferma Giuseppe Giovanelli, presidente di Fondazione Diakonia -. Grazie alla collaborazione tra Diocesi, Caritas, Ufficio Pastorale Sociale e Acli di Bergamo, stiamo costruendo una rete territoriale capace di favorire l’incontro tra proprietari e persone alla ricerca di una casa, offrendo maggiori garanzie ai primi e condizioni di affitto sostenibili alle seconde.
Un impegno di 500mila euro
Il Fondo, che prevede un impegno economico di circa 500mila euro, si fonda anche su un’importante dimensione di accompagnamento sociale. Abbiamo già formato e coinvolto 38 tutor abitativi, volontari distribuiti sul territorio provinciale che avranno il compito di affiancare inquilini e proprietari, creando relazioni di fiducia e facilitando l’accesso agli alloggi.
Parallelamente, abbiamo coinvolto i sindacati inquilini e le associazioni della proprietà, oltre a Fondazione Casa Amica, in un protocollo d’intesa per promuovere il progetto e rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti. Il Protocollo è aperto a ulteriori sottoscrizioni da altri possibili enti e realtà istituzionali.
L’obiettivo è rendere disponibili abitazioni a canoni sostenibili, indicativamente pari a un terzo del reddito familiare. Abbiamo già raccolto le prime disponibilità di alloggi, che potranno essere proposti prossimamente a possibili inquilini. Sono i primi risultati concreti di un percorso che punta ad affrontare il problema dell’accesso alla casa attraverso una responsabilità condivisa tra istituzioni, associazioni, proprietari e comunità locali».
Rivolto a giovani e lavoratori
Il Fondo si rivolge soprattutto a persone e famiglie della cosiddetta fascia grigia: lavoratori, giovani, nuclei monoreddito e famiglie che, pur disponendo di entrate economiche, incontrano difficoltà ad accedere al mercato privato della locazione.
«Lanciare il Fondo AbitAzione rappresenta per noi una grande scommessa sociale ed è sincero motivo di orgoglio – dichiara Roberto Cesa, presidente delle Acli di Bergamo -. Siamo contenti che da maggio la road map ipotizzata sia stata rispettata nei tempi e negli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ora viene la parte più sfidante: dare il là a quanti più matching possibili tra famiglie bisognose in emergenza abitativa e proprietari di casa che finalmente si sentano tutelati. Il Fondo si rivolge a persone e famiglie con un Isee fino a 25 mila euro, che dispongono di redditi regolari e documentabili ma incontrano difficoltà ad accedere al mercato dell’affitto. Un criterio fondamentale è la sostenibilità del canone, che di norma non deve superare un terzo del reddito netto disponibile del nucleo familiare.
Ridurre al minimo il rischio morosità
Siamo convinti che puntare sulla competenza di Caf Acli e sulla presenza di un tutor per ogni matching abitativo possa fare la differenza e ridurre al minimo il rischio di morosità. In ogni caso, terremo monitorato l’andamento e il valore sociale generato dal progetto, grazie alla collaborazione con Open Impact, spin-off di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca specializzato nella valutazione dell’impatto sociale. Un ulteriore elemento innovativo, che ci permetterà di verificare concretamente l’efficacia del Fondo e migliorarlo nel tempo.
Sono 173mila gli alloggi sfitti in Bergamasca
Per tutte queste ragioni crediamo moltissimo nel Fondo AbitAzione. Anche alla luce dei deboli contenuti del Piano Casa appena varato dal governo, siamo convinti che solo attraverso un lavoro di rete guidato dal privato sociale sia possibile rimettere in circolo un po’ di quei 173 mila alloggi sfitti che “popolano” la provincia di Bergamo. E di dare gambe ad un modello replicabile che speriamo possa contribuire a dare una spallata all’emergenza abitativa che sta infiammando questo Paese».
Il progetto raccoglie le disponibilità dei proprietari e le candidature delle persone interessate, verifica le caratteristiche degli immobili e valuta la compatibilità economica e abitativa dei nuclei. L’obiettivo è costruire rapporti di locazione sostenibili, attraverso contratti a canone concordato o calmierato, ordinariamente inferiori del 15–20% rispetto ai valori di mercato per le locazioni calmierate non concordate. In presenza di morosità, il progetto attiva un percorso di confronto e conciliazione, valutando possibili soluzioni e piani di rientro. Nei casi previsti dal Regolamento, il Fondo può intervenire economicamente, entro specifici massimali e previa valutazione. Non si tratta di una copertura automatica, ma di uno strumento di tutela regolato e subordinato a specifiche condizioni.
AbitAzione vuole rendere possibile ciò che oggi appare sempre più difficile: dare maggiore sicurezza a chi mette a disposizione un alloggio e nuove opportunità a chi cerca una casa sostenibile, facendo dell’abitare una responsabilità condivisa.
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