Alcol, un over 65 su tre è a rischio: cresce anche il consumo tra le donne

ALLARME ANZIANI. La fotografia dell’Istituto superiore di sanità: «Eccedono su base quotidiana». Biffi (Ats): «Solitudine e sofferenza spesso le cause, al lavoro con gli Ambiti per intercettarli».

Il 2020, l’anno dello scoppio della pandemia e del ferreo lockdown, aveva portato a un picco nel consumo di alcol. Ora quell’oscillazione pare essere rientrata, ma alcuni elementi restano costantemente preoccupanti: adolescenti e anziani sono le fasce della popolazione più a rischio per quanto riguarda il consumo di queste sostanze.

L’«Alcohol prevention day»

Nei giorni scorsi, in occasione dell’«Alcohol prevention day», l’Istituto superiore di sanità (Iss) aveva scattato una nuova fotografia del fenomeno: nel 2021 il 20% degli uomini e l’8,7% delle donne al di sopra degli 11 anni «hanno bevuto quantità di alcol tali da esporre la propria salute a rischio», mentre tra i maggiorenni il 30,7% dei maschi ha consumi giornalieri. Tra gli anziani oltre i 65 anni, un maschio su tre è a rischio (e una donna su 10): come spiega l’Iss, «eccedono su base quotidiana», cioè vanno oltre quello che è un consumo non dannoso, e in particolare «consumano fuori pasto». «I target di popolazione più vulnerabili sono i minori e gli anziani, e la popolazione di genere femminile», spiega Luca Biffi, responsabile della Struttura Prevenzione delle Dipendenze dell’Ats di Bergamo: e se è vero che dopo il picco del 2020 c’è stata appunto una incoraggiante flessione, allargando lo sguardo emerge ad esempio che «il consumo da parte delle donne sta aumentando». Ma la popolazione anziana, in particolare, «è tra quelle più a rischio», rimarca Biffi, «anche per l’effetto di interazione con i farmaci che spesso assumono. Sugli anziani il comportamento più a rischio è il consumo eccedentario, cioè quel consumo che oltre cui si può incorrere in rischi per la salute: è più evidente nei maschi e si lega anche a uno spostamento dei consumi al di fuori del pasto, cioè in altri orari della giornata».

Anziani a rischio

Perché gli anziani sono a rischio? La riflessione è simile a ciò che sta alla base di altre dipendenze: «Uno dei problemi che sta alla base di questi comportamenti, e vale per esempio anche per il gioco d’azzardo – ragiona Biffi –, è la solitudine, o anche la sofferenza legata a un evento doloroso».

Qui s’inseriscono le attività di prevenzione: «La prima sfida è quella di intercettare queste persone e di stabilire rapporti di collaborazione – prosegue l’esperto di Ats –. Ad esempio, in collaborazione con gli Ambiti territoriali si lavora sul cercare di potenziare e rendere conosciute le offerte di servizi per queste attività. Si tratta di servizi più in generale incentrati sulla socialità, per contrastare la solitudine».

Le donne

Un altro focus è legato alle donne. «I dati indicano che dal 2011 al 2021 sia i consumi a rischio sia il binge drinking (l’abbuffata alcolica, una delle pratiche più pericolose e diffuse soprattutto tra i giovani, ndr) sono stazionari o addirittura in diminuzione tra i maschi, mentre nelle femmine la tendenza è in aumento – riepiloga Biffi –. Perché? I modelli culturali sono cambiati. C’è stato un adeguamento nei consumi anche da parte della popolazione femminile, per molti motivi: c’è la dimensione del gruppo e dell’emulazione, che porta le femmine ad adottare modelli più diffusi tra i maschi».

Altro «dato preoccupante», come lo definisce Biffi, «è quello dell’aumento degli incidenti stradali per guida sotto effetto di alcol o di stupefacenti»: l’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, redatta dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, mostra come la quota di sinistri legati a guida in stato di ebbrezza sia passata dall’1,2% del 2001 al 4,4% del 2020, mentre gli incidenti in situazioni di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti sono saliti dallo 0,1% del 2001 all’1,4% del 2020.

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