All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo nove tavoli operatori di ultima generazione
LA NOVITÀ. Quattro sono stati acquisiti grazie a una generosa donazione di Carla Parini, vedova dello storico primario Giovanni Battista Cassinelli.
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L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo prosegue nel suo percorso di rinnovamento tecnologico, con nove nuovi tavoli operatori di ultima generazione progettati per garantire maggiore sicurezza, efficienza e qualità delle cure.
I nuovi tavoli
Novità non da poco perché nell’ospedale cittadino vengono effettuate oltre 30mila procedure chirurgiche ogni anno. I nuovi tavoli sono composti da una colonna operatoria, due piani trasferibili, due carrelli per il trasferimento del paziente e accessori dedicati. E introducono importanti innovazioni in termini di automazione, sicurezza ed ergonomia: consentono di memorizzare le posizioni operatorie, riconoscere automaticamente le configurazioni utilizzate e trasferire il paziente movimentando il solo piano operatorio, riducendo tempi e spostamenti. Grazie alla loro modularità, si adattano alle diverse specialità chirurgiche, mentre le movimentazioni elettromeccaniche avanzate, i sistemi anticollisione e le caratteristiche che favoriscono igiene e integrazione digitale contribuiscono a migliorare l’efficienza e la sicurezza dell’attività chirurgica.
La donazione
L’acquisizione di cinque dei nove tavoli è stata possibile grazie ai fondi, destinati alle dotazioni tecnologiche, assegnati da Regione Lombardia per il 2024 e il 2025. Altri quattro grazie a una generosa donazione di Carla Parini, vedova del dottor Giovanni Battista Cassinelli, storico primario della Chirurgia degli allora Ospedali Riuniti tra il 1987 e il 2002.
«Continuiamo a rinnovare le nostre dotazioni tecnologiche per offrire ai pazienti le più recenti innovazioni in termini di automazione, sicurezza e comfort», ha commentato Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII. «A questo impegno programmatorio di Regione Lombardia si affianca il contributo di persone che sostengono le nostre attività con generose donazioni. Dietro ci sono motivazioni diverse: c’è chi lo fa per ricordare qualcuno che non c’è più, qualcuno per aiutare gli altri, chi come segno di riconoscenza verso un’azienda che gli ha salvato la vita. È una generosità che si somma agli investimenti che la Regione costantemente declina sui nostri presidi ospedalieri e territoriali per garantire sempre i migliori standard di cura e assistenza», ha sottolineato Locati.
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