(Foto di Bedolis)
EDILIZIA RESIDENZIALE. Su un patrimonio di 986 alloggi, 756 sono affittati e 57 in corso di assegnazione o cambio. A bilancio oltre un milione di euro. Lenzini: «Rispondiamo alla fragilità, ma richieste anche dalla “fascia grigia”».
Lettura 3 min.La spinta del Comune sul servizio abitativo pubblico ha portato a un calo degli immobili «fermi», anche grazie alle risorse stanziate a bilancio: oltre un milione quest’ anno, fa il conto l’assessore alla Casa Claudia Lenzini, di cui 700mila dall’ex Sace e altri 300mila dall’ex Migliavacca. Da Palafrizzoni, dice Lenzini, sono state messe in campo «diverse politiche orientate a ridurre gli alloggi sfitti. E la riduzione è stata significativa, anche se c’è ancora da fare». Dall’altra parte, accanto ai soggetti fragili con Isee molto bassi, a incontrare difficoltà nel trovare casa ci sono categorie «insospettabili», almeno sulla carta. Persone che non possono accedere alle case popolari ma non riescono a sostenere i prezzi del libero mercato.
«Le risposte – riflette Lenzini – dovrebbero essere date a chiunque abbia fragilità o difficoltà. Sulla fragilità, possiamo rispondere con il nostro patrimonio, è un dato di fatto. È chiaro che un ampliamento del patrimonio pubblico presupporrebbe misure strutturali statali». Contestualmente, «oggi il bisogno non c’è solo da parte di soggetti fragili, abbiamo una domanda abitativa anche da categorie come insegnanti e infermieri che spesso non trovano una soluzione abitativa adeguata: se l’affitto erode il 50% dello stipendio, siamo in una fascia di difficile sostenibilità». Non che il Comune non stia lavorando per affrontare queste criticità: «Puntiamo sull’housing sociale, sul convenzionamento con i privati. Il Pgt ha fatto una scelta precisa, indirizzando e obbligando l’operatore anche in alcuni contesti di grandi trasformazioni urbane a dare una quota del 20% all’edilizia residenziale sociale». Una misura, evidenzia Lenzini, «che orienta le politiche abitative e ci consente di rispondere a una fascia di popolazione che non si colloca nelle fasce più fragili», ma in una fascia «grigia».
Intanto il Comune è al lavoro su più fronti, per cogliere opportunità da bandi e ottenere risorse per i lavori di efficientamento energetico degli appartamenti che più ne necessitano.
Si parte dallo stato di fatto. «Il patrimonio di alloggi di edilizia residenziale pubblica comunale è costituito da 986 appartamenti distribuiti in alcuni quartieri, soprattutto tra Città Alta e Celadina», dice l’assessore. La gestione è affidata alla società Mm, che lavora fianco a fianco con gli uffici comunali e l’amministrazione. «Quest’anno abbiamo introdotto un’innovazione insieme all’assessorato ai Lavori pubblici: un sistema di verifica più fluido dello stato di fatto degli appartamenti», aggiunge Lenzini. In sostanza, un file condiviso che fotografa la situazione degli alloggi «che più hanno bisogno di riatti, manutenzioni ordinarie o straordinarie. In questo modo, ci potremo far trovare pronti anche nel caso in cui arriveranno fondi dal Piano casa predisposto dal governo».
Tornando ai 986 appartamenti, al momento 756 sono affittati, mentre 57 sono in corso di assegnazione o di cambio assegnazione. Qui sono compresi anche 15 alloggi «nello stato di fatto», immobili che necessitano di interventi di ristrutturazione fino a 15mila euro, inizialmente sostenuti dagli assegnatari e poi decurtati dal canone di locazione: «Una misura che abbiamo reso strutturale», dice l’assessore Lenzini.
Altri 16 alloggi sono stati «valorizzati» e destinati a progettualità di housing first, in capo ai Servizi sociali, o a «progetti proposti da associazioni o enti del Terzo settore che ci chiedono di poter utilizzare il patrimonio per un certo numero di anni». Una soluzione su cui il Comune intende puntare ancora, tanto che è in attesa del nuovo bando regionale per l’housing sociale per candidare un nuovo pacchetto di alloggi – si parla di decine di case popolari – per la valorizzazione. «Ogni progetto vincente potrà ricevere al massimo 2 milioni di euro, noi siamo pronti», sottolinea Lenzini.
Ci sono poi gli interventi, fondamentali, di efficientamento energetico. Su questo fronte, nei mesi scorsi il Comune ha partecipato a un bando regionale con fondi europei, «Seed Pa», aggiudicandosi un finanziamento di 938mila euro. L’intero progetto – dedicato agli alloggi in viale Venezia – vale complessivamente 1,3 milioni, la differenza sarà messa dal Comune. «Stiamo predisponendo le attività per gestire la parte di efficientamento, che non comporterà lo spostamento degli inquilini».
E Palazzo Frizzoni ha anche candidato un progetto al Repower Eu, sempre per la riqualificazione energetica degli alloggi Erp. «Il bando richiedeva un investimento minimo di 10 milioni e che lo stabile fosse tutto di proprietà del Comune. Abbiamo studiato una candidatura con partenariato pubblico con il Comune di Milano e ci siamo candidati. Il nostro pezzo riguarda alcuni alloggi di via Tolstoj, via Sant’Ambrogio, via Pignolo, via Einstein».
Infine, il Comune ha partecipato a un bando per la riqualificazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, per cui la Regione interviene con un limite di 30mila euro per alloggio. «Abbiamo individuato diverse unità abitative su tutto il territorio comunale per la riqualificazione».
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