Aree idonee per la logistica: dai Comuni bergamaschi nessuna richiesta
IL PUNTO. Nulla di fatto per la ricognizione di Via Tasso, che ha avviato il percorso per adeguarsi alla legge regionale. La prossima settimana un incontro su come proseguire. Lobati: «Fondamentale portare avanti la pianificazione».
Lettura 2 min.La Provincia «chiama», ma rimane per ora senza risposta. Si è appena chiusa negativamente la ricognizione che Via Tasso aveva avviato sul territorio per individuare aree idonee all’insediamento di nuovi siti logistici di rilevanza sovracomunale, quindi con superficie operativa superiore a trenta ettari. Nessun ente locale ha indicato delle zone del territorio ritenute potenzialmente adatte.
L’obbligo di individuare aree idonee - per le quali, poi, concertare in via preventiva mitigazioni e compensazioni - deriva dalla legge regionale sulla logistica approvata nel 2024 e voluta, appunto, da Palazzo Lombardia per regolamentare l’insediamento dei capannoni, fenomeno che, negli anni successivi all’inaugurazione della Brebemi (2014), è proliferato in un modo ritenuto da tutti incontrollato.
La spinta della Brebemi
Basti dire che da allora sono 25 le logistiche realizzate oppure in fase di realizzazione/autorizzazione nella sola pianura bergamasca. La Regione aveva dato 12 mesi alle Province per adeguarsi alla nuova legge. Sebbene il termine sia ormai scaduto da tempo, a quanto si apprende da Palazzo Lombardia, nessuna Provincia o Città metropolitana si è ancora adeguata. Inclusa Via Tasso, che però aveva iniziato a lavorarci già dallo scorso inverno. I tecnici avevano aperto l’iter per l’adeguamento del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale). E hanno, appunto, inviato a tutti i Comuni bergamaschi una comunicazione chiedendo loro se avessero da proporre, sui rispettivi territori, aree adatte all’insediamento di logistiche sovracomunali. Novanta giorni il tempo previsto per rispondere ma, alla fine, nessuno ha avanzato proposte.
Due strade
Come procederà ora la Provincia? Le strade che sembrano profilarsi sarebbero sostanzialmente due: o la Provincia stessa procede con l’individuazione di queste aree idonee, per così dire «d’imperio» (ma non sarebbe al momento la via preferita dall’ente). Oppure lascia sostanzialmente la situazione com’è ora, ossia che ogni eventuale richiesta di nuovo insediamento logistico venga valutata al momento della sua presentazione. Le modalità di procedere saranno però oggetto di approfondimenti e incontri già nei prossimi giorni. Prima ancora della legge regionale la Provincia, preoccupata della diffusione sul territorio di siti logistici, aveva nel 2023 aggiornato il Piano delle regole del proprio Ptcp, introducendo l’obbligo di un’intesa strategica fra il Comune dell’insediamento della logistica e quelli limitrofi, per definire compensazioni condivise.
«O la spinta della logistica sta rallentando, per essere sostituita da quella dei datacenter che sembra invece in continua crescita. Oppure c’è il timore di apparire favorevoli a questo tipo di sviluppo»
«L’insediamento delle logistiche sul nostro territorio – ragiona il dirigente del settore edilizia scolastica e Gestione del territorio di Via Tasso, Marco Bergamini – non ha più la spinta che aveva tre anni fa. Non penso, però, che questo sia il motivo per cui i Comuni non hanno indicato aree idonee. Posso ipotizzare invece, che siano prudenti nell’impegnarsi in concertazioni preventive senza sapere se su una determinata area potrà poi, effettivamente, arrivare la richiesta dell’insediamento di una logistica».
L’incontro tecnico
La questione è seguita da vicino anche dal presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, stupito che la ricognizione non abbia avuto alcuna risposta: «Francamente – afferma – è difficile pensare che nella Bergamasca non ci sia alcuna area su cui poter concertare in via preventiva l’insediamento di una nuova logistica». Per Gafforelli, quindi, le motivazioni potrebbero essere riconducibili ad altri fattori: «O la spinta della logistica sta rallentando, per essere sostituita da quella dei datacenter che sembra invece in continua crescita. Oppure c’è il timore di apparire favorevoli a questo tipo di sviluppo».
Gafforelli non vuole comunque lasciare nulla al caso. E, quindi, per dirimere la questione dell’adeguamento del Ptcp alla legge regionale sulla logistica, ha chiesto la convocazione di una riunione fra i tecnici regionali e provinciali, che si terrà la prossima settimana.
Un rallentamento del mercato
Relatore della legge regionale sulla logistica era stato il presidente della commissione territorio Jonathan Lobati, che rispetto a 3-4 anni fa conferma l’impressione di un rallentamento del mercato su nuove richieste di insediamenti. Quanto alla mancata «risposta» dei Comuni a Via Tasso, non nasconde che «ci può essere anche una “fatica amministrativa” degli enti rispetto alle numerose incombenze, tanto più che la norma non ha previsto disincentivi per chi non si adegua. Ma è fondamentale che si arrivi alla definizione delle aree idonee: i problemi che derivano dalla mancata pianificazione si ripercuotono poi su tutti i livelli di governo».
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