Bergamo, 500 studenti imparano le manovre che possono salvare una vita

L’INIZIATIVA. Teoria all’Opera Sant’Alessandro e prove pratiche in piazza Dante: 480 studenti hanno imparato rianimazione cardiopolmonare e uso del defibrillatore.

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Bergamo

Nove anni fa ha avuto un arresto cardiaco ed è stata salvata grazie all’intervento tempestivo di un cittadino, che le ha praticato il massaggio cardiaco e utilizzato un defibrillatore, in attesa dell’ambulanza. Federica oggi ha 40 anni, fa l’insegnante, ha una figlia e vive serenamente. Proprio lei ha portato la sua testimonianza alla dodicesima edizione della formazione alla rianimazione cardiopolmonare, alla quale hanno partecipato 480 studenti delle classi quinte degli istituti di Bergamo e provincia.

Rianimazione cardiopolmonare, dalla teoria alla pratica

La testimonianza, durante la parte teorica nell’auditorium dell’Opera Sant’Alessandro, ha permesso ai ragazzi di comprendere l’importanza delle manovre di rianimazione e dell’utilizzo del defibrillatore, poi sperimentati nella parte pratica in piazza Dante con una novantina di istruttori volontari formati da Areu.L’evento è stato organizzato da Areu Lombardia e Ufficio scolastico territoriale di Bergamo, in collaborazione con Asst Papa Giovanni XXIII, Comune e associazioni di soccorso.

«Per noi è importante essere qui – ha evidenziato Elena Rottoli, coordinatrice infermieristica dell’Aat 118 Bergamo – perché è una lezione di educazione civica dal vivo». Rottoli ha ricordato come nella catena del soccorso sia fondamentale il cittadino «che chiama tempestivamente il 112 e poi si mette in gioco iniziando per primo le manovre di rianimazione».

Il certificato Blsd per gli studenti

Dopo un’ora di teoria, dalle 9.30 alle 13 gli studenti hanno appreso le manovre sui manichini e testato i defibrillatori semiautomatici, ricevendo al termine il certificato «Blsd laico».

Presenti anche Avis, Aido e Admo provinciali, che hanno illustrato ai ragazzi l’importanza delle donazioni di sangue, plasma, organi e midollo osseo.

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