Bergamo, approvato il progetto di fattibilità per il restauro di San Michele all’Arco
I LAVORI. L’ex chiesa, all’angolo tra piazza Vecchia e via Rivola, diventerà uno spazio ancor più centrale per la Biblioteca Angelo Mai.
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La Giunta comunale di Bergamo ha approvato il progetto di fattibilità per il restauro dell’ex chiesa di San Michele all’Arco, destinata a diventare ancor più centrale per gli utenti della Biblioteca Angelo Mai.
La storia di San Michele all’Arco
L’ex chiesa, all’angolo tra piazza Vecchia e via Rivola, è di proprietà del Comune dal 2019 e la sua storia è profondamente intrecciata a quella della città e della stessa Biblioteca: la tradizione - spiega il Comune di Bergamo - ne colloca le origini in età antichissima, attorno al 300 d.C., mentre le fonti documentarie la citano già tra IX e X secolo. Nel corso dei secoli la chiesa è stata sede di vicinia civile e religiosa, luogo di culto, spazio legato alla trasformazione dell’area di Piazza Vecchia e del Palazzo Nuovo e, dal secondo dopoguerra, parte funzionale della Biblioteca Angelo Mai. Nel 1955 la Curia Vescovile dispose infatti la riduzione a uso profano della chiesa e, nello stesso anno, gli spazi furono concessi al Comune per ospitare i fondi bibliografici, avviando il percorso che avrebbe portato San Michele all’Arco a diventare sede dell’emeroteca.
I lavori di restauro
L’intervento prevede una nuova organizzazione dell’ex chiesa, per la creazione di un luogo capace di ospitare attività culturali, espositive e culturali, funzionando contestualmente anche come spazio organico della Biblioteca nella sua funzione di deposito storico. Accanto al recupero dell’ex chiesa, saranno riorganizzati anche gli spazi di deposito della «Angelo Mai», in una prospettiva di lungo periodo. Inoltre, è previsto un nuovo riassetto funzionale degli spazi dedicati a formazione specialistica, laboratori per il restauro e la riproduzione fotografica, spazi per il catalogo, la reception, l’informazione al pubblico, le zone di studio e lettura, oltre ad ambienti destinati a mostre, lezioni, convegni e presentazioni di pubblicazioni e studi.
Un intervento da 4,7 milioni di euro, candidato al «Programma degli interventi emblematici di Fondazione Cariplo 2024-2026». Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato redatto dal raggruppamento temporaneo guidato dall’architetto Walter Angonese. Responsabile unico del progetto è l’architetta Milena Salvi.
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