(Foto di Agazzi)
VIABILITÀ . Venti minuti per 4,5 km tra la Fiera e la Trucca nell’ora di punta. Ogni giorno in transito 70mila veicoli.
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Un lungo serpentone di colore rosso dallo svincolo del casello autostradale fino a Curno, con un tratto in arancione solo all’altezza di Treviolo. Tempo stimato di percorrenza 21 minuti, ovvero 17 in più rispetto al solito per percorrere i 4,5 chilometri che separano la Fiera dall’uscita della Trucca (in pratica 13 km all’ora). Benvenuti sull’Asse interurbano alle 7.50 del mattino di un qualsiasi giorno feriale.
Una fotografia che arriva a pochi giorni dai 30 anni dell’inaugurazione del primo tratto dell’Asse, tra Seriate e Treviolo, aperto il 20 giugno 1996 e salutato come una rivoluzione per la mobilità bergamasca. Trent’anni che oggi si sentono tutti. Anche perché l’infrastruttura continua a sopportare volumi di traffico elevati, confermandosi la strada più trafficata della provincia. A rendere ancora più pesante la situazione, in questi giorni, è il cantiere per lo svincolo verso il Parco Ovest, che da mercoledì ha comportato il restringimento della carreggiata all’altezza di Colognola e che dovrebbe chiudere la prossima settimana.
Eppure i numeri raccontano una realtà in parte diversa da quella percepita: rispetto al passato, infatti, il traffico è leggermente diminuito. A Seriate si è passati dai 75.524 veicoli giornalieri rilevati nel 2010 ai 74.195 del 2015 fino ai 70.948 del 2025; a Curno dai 70.874 del 2010 ai 69.014 del 2015 e ai 68.930 del 2025. Un calo graduale ma costante che, tuttavia, non si traduce in una maggiore fluidità della circolazione. Per chi percorre l’Asse la sensazione resta quella di un’infrastruttura spesso al limite della saturazione.
Trent’anni fa, ai tempi dell’inaugurazione del primo tratto, fu salutata come una rivoluzione e, per molti versi, lo è stata davvero. L’opera arrivò però al termine di un percorso lungo e complesso, caratterizzato da anni di discussioni, ritardi progettuali, problemi autorizzativi e accesi confronti sul suo impatto sul territorio. Una gestazione travagliata che accompagnò quella che sarebbe poi diventata una delle infrastrutture strategiche della mobilità provinciale.
Oggi, nonostante il rifacimento del maxi rondò dell’A4, che ha comunque contribuito a migliorare la circolazione nei pressi del casello e per chi proviene da Seriate, resta aperto l’interrogativo sulla capacità dell’Asse di rispondere alle esigenze di mobilità di un territorio profondamente cambiato rispetto agli anni Novanta. Perché se il numero complessivo dei veicoli è diminuito, la pressione sul sistema continua a essere molto elevata.
I numeri aiutano a capire la dimensione del fenomeno. Nel monitoraggio effettuato tra il 12 e il 18 novembre 2025, i due punti di rilevazione collocati a Seriate e Curno hanno registrato rispettivamente 70.948 e 68.930 veicoli al giorno. Una differenza minima, che restituisce l’immagine di un’arteria intensamente utilizzata lungo tutto il suo sviluppo. Il sostanziale equilibrio tra i due punti di rilevazione si spiega anche dalla presenza dei principali poli attrattori e distributori di traffico lungo il percorso: gli svincoli per l’aeroporto e Oriocenter, il casello autostradale dell’A4, gli accessi alla città, la connessione con le Valli e le numerose direttrici secondarie che alimentano continuamente il flusso veicolare, compensando entrate e uscite.
Dentro questi quasi 70 mila passaggi quotidiani, la componente predominante è rappresentata dalle autovetture e dai veicoli leggeri: 66.233 al giorno a Curno e 64.185 a Seriate. È il traffico dei pendolari, dei lavoratori che entrano ed escono dal capoluogo, degli studenti e dei piccoli trasporti commerciali. Accanto a loro si muove una quota meno numerosa ma comunque significativa di mezzi pesanti: 3.914 al giorno a Curno e 4.123 a Seriate. Camion e autoarticolati che utilizzano l’Asse come principale corridoio logistico tra l’area occidentale della provincia, le valli e l’autostrada. A completare il quadro ci sono i motocicli, con circa 800 passaggi giornalieri a Curno e oltre 600 a Seriate.
Il monitoraggio consente inoltre di leggere i flussi nelle diverse direzioni di marcia. I volumi maggiori si concentrano nelle prime ore del mattino in direzione Bergamo. In senso opposto, verso Lecco e Lovere, il traffico risulta più distribuito durante l’arco della giornata, salvo poi intensificarsi nelle ore serali con il rientro dei pendolari. È proprio in questo quadro che emerge il tratto oggi più critico dell’intera infrastruttura: quello compreso tra Treviolo e Colognola, in direzione Bergamo. È qui che si concentrano i maggiori rallentamenti nelle ore di punta (e non solo), alimentati dai flussi provenienti da Curno, dall’Isola bergamasca e dalle direttrici occidentali della provincia.
In questo contesto che il restringimento della carreggiata all’altezza di Colognola finisce per incidere in modo pesante. L’intervento interessa infatti uno dei punti più sollecitati dell’intera infrastruttura, dove anche una riduzione temporanea della capacità di smaltimento del traffico è sufficiente a generare rallentamenti che si propagano a ritroso.
Le difficoltà registrate in questi giorni finiscono così per offrire una fotografia piuttosto nitida dello stato di salute dell’Asse interurbano. I dati raccontano infatti una realtà solo apparentemente contraddittoria: il traffico complessivo è inferiore rispetto a quello rilevato 10 o 15 anni fa, ma l’infrastruttura continua a essere sottoposta a una pressione costante. La forte attrazione esercitata dai poli commerciali, logistici e produttivi dell’area urbana e la presenza di alcuni nodi ormai strutturalmente congestionati fanno sì che ogni minima criticità si traduca in rallentamenti e code. Trent’anni dopo la sua inaugurazione, l’Asse resta dunque una dorsale indispensabile per la mobilità bergamasca, ma mostra sempre più i limiti di un’infrastruttura progettata per una provincia molto diversa da quella di oggi.
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