(Foto di Agazzi)
LE NOVITÀ. Le misure del Comune per alleggerire la viabilità: in via Ruspini il sottopasso pedonale riaprirà a fine mese.
Lettura 1 min.Doppia boccata d’ossigeno per la viabilità del quartiere di San Tomaso, da mesi sotto pressione per i cantieri ferroviari, tra chiusure e deviazioni. Il Comune ha annunciato il ritorno del «doppio senso di marcia in via San Tomaso tra la fine giugno e i primi di luglio» e «la riapertura al transito pedonale del sottopasso ferroviario di via Ruspini, entro fine giugno».
Le novità seguono il nuovo cronoprogramma di Rfi (Rete ferroviaria italiana) per il raddoppio della linea Bergamo-Ponte, slittato di circa un anno rispetto alle previsioni iniziali, con conclusione stimata a fine 2027. «Da mesi chiediamo che le principali interferenze viabilistiche vengano risolte il prima possibile – spiega l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda – affinché i disagi per la popolazione non si prolunghino oltre il necessario».
La prima novità riguarda via San Tomaso, a senso unico verso via San Bernardino dallo scorso ottobre proprio a causa dei lavori ferroviari. «La prospettiva di una prima riapertura ad agosto di parte del sottopasso verso il centro del ponte di San Bernardino a cura di Rfi, la chiusura estiva delle scuole con un minor traffico e alcune valutazioni legate alla sicurezza ci inducono a ripristinare il doppio senso e togliere le modifiche temporanee - spiega Berlanda -. È un passo per alleggerire le criticità al traffico, che hanno costretto molti residenti e cittadini a percorsi alternativi. Auspico che Rfi rispetti il nuovo cronoprogramma: in autunno è prevista la riapertura di parte del passaggio sotto il ponte di via San Bernardino, in uscita dalla città, mentre la piena normalità arriverà con la riapertura di tutte le corsie, a inizio 2027».
Entro fine mese riaprirà il sottopasso pedonale di via Ruspini-Caprera, chiuso da mesi per il rischio di caduta di materiali da una palazzina privata. «Scaduti i termini per l’intervento del proprietario, sarà il Comune a realizzare una struttura protettiva, con un intervento da 30mila euro - sottolinea Berlanda -. Realizzeremo un corridoio protetto che consentirà il passaggio dei pedoni, in sicurezza, ricucendo il quartiere. Per il ritorno del traffico veicolare, invece, serviranno tempi più lunghi e una soluzione definitiva legata al futuro dell’edificio».
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