Bergamo, la nuova piattaforma ecologica sarà pronta per giugno

IL CANTIERE. Sui 5mila metri quadri dell’area del ex Centro Servizi ci sarà anche il Centro del riuso. Ruzzini: «Sgraverà via Goltara». La sede di Aprica: «Il muro sarà mitigato».

Da buco nero alle porte della città a nuovo quadrante «ecologico» a servizio dei cittadini. La trasformazione urbanistica dell’area dell’ex Centro servizi - al confine con Azzano - è ormai evidente, soprattutto osservando il nuovo Centro di raccolta dei rifiuti comunale.

Si distinguono rampe e pensiline delle 14 stazioni di conferimento delle differenti frazioni, le tettoie degli eco-compattatori per legname, carta e plastica, e i piccoli edifici che ospiteranno Centro del riuso e uffici. Ma si vede anche il completamento della pista ciclabile che dalla rotatoria all’incrocio con via Oberdan collega Bergamo con Azzano San Paolo. E, dettaglio non da trascurare, si nota la toponomastica, con la comparsa del cartello «Via Alexander Langer, ambientalista» cui è dedicata la strada di accesso al comparto.

Il sopralluogo

Il sopralluogo dei tecnici del Comune e dell’assessore alla Transizione ecologica Oriana Ruzzini sul cantiere affidato alla ditta CarBa di Soncino, giovedì, ha permesso di fare il punto sullo stato di avanzamento della futura piattaforma ecologica. Un’opera cruciale ai fini della sostenibilità e del potenziamento della raccolta differenziata, ma anche per l’effetto di sgravio che porterebbe alla piattaforma di via Goltara a Grumello al Piano, sempre più appesantita dalle moli di conferimento, specialmente nei periodi delle festività. Il Pnrr, grazie alle cui risorse il Comune ha potuto programmare l’intervento di riqualificazione su una porzione di suolo di circa 5.000 metri quadrati, fissa la consegna del Centro di raccolta a giugno. Obiettivo dell’amministrazione era, ed è, quello di provare ad anticipare i tempi, inaugurando già ad aprile, ma realisticamente si rispetterà la scadenza dell’estate.

I lavori procedono nei tempi stabiliti

«I lavori procedono secondo il cronoprogramma», specifica Ruzzini che dettaglia la situazione: «Sono stati posati tutti gli impianti, elettrici, idraulici e per la regimentazione delle acque meteoriche con il posizionamento di caditoie e tombini nel piazzale. In questa fase si interverrà per connettere gli impianti fotovoltaici, che sono stati installati su entrambe le tettoie del Centro di raccolta». Prende forma anche l’innovativo Centro del riuso, lo spazio - «che si presenterà simile a un negozio con scaffalature», spiega Ruzzini - dedicato alla consegna e allo scambio di beni usati: «L’edificio avrà il tetto verde. Si sta considerando di realizzare un impianto d’irrigazione per evitare stati siccitosi. Inoltre sono ormai pronti anche gli uffici, uno all’entrata per l’accoglienza degli utenti e uno al Centro del riuso, che avrà a disposizione uno spazio per la didattica e gli workshop, nell’ottica di un’apertura alle scuole».

L’amministrazione guarda con favore anche alle opere viabilistiche (completate invece dall’impresa Vitali, titolare dell’area). Oltre alle due rotonde - quella sulla Cremasca e quella interna a via Langer e più piccola -, la nuova ciclabile. «Un’opera non scontata – sottolinea Ruzzini –, che permette di proseguire in sicurezza il percorso in bici».

L’intitolazione a Langer

Ma la soddisfazione, per il Comune, è anche l’intitolazione della via a Langer. «È stata fortemente voluta dall’assessorato e dal Servizio Ecologia. Langer è stato il padre dell’ecologia, ma è stato anche fautore di una nuova filosofia del vivere in armonia con la natura, gli esseri umani e l’ecosistema tutto, e in generale un promotore di pace». Nonché fondatore del gruppo politico dei Verdi, di cui Ruzzini è esponente. Anche la via vedrà un momento ufficiale di inaugurazione, «contestualmente al Centro di raccolta», annuncia l’assessore.

Il «muraglione»

Nel grande isolato dove un tempo sorgeva l’«ecomostro» del ministero delle Finanze, intanto, procedono anche i lavori per la nuova sede di Aprica. Non senza qualche polemica dei residenti della zona, che di recente hanno criticato sui social la comparsa del «muraglione» grigio. «I lavori proseguono e la conclusione è prevista per l’estate», fa sapere la società, che rispetto ai dubbi della cittadinanza ci tiene a far sapere: «Lo stabile è ancora in costruzione, ma al termine dei lavori non resterà un muro grigio. Il progetto prevede infatti l’applicazione di una seconda pelle con pannelli di colore verde e una serie di interventi di mitigazione, sia dal punto di vista visuale sia da quello termico. Una volta terminato – conclude Aprica – sarà sicuramente gradevole».

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