Bergamo per l’Ucraina, un milione e mezzo di aiuti

SOLIDARIETÀ. Due anni fa l’inizio dell’invasione. Il bilancio dei fondi, le storie dei profughi: l’approfondimento su L’Eco di Bergamo di venerdì 23 febbraio.

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All’alba del 24 febbraio 2022 iniziava la guerra in Ucraina. Dopo due anni non si ferma il «ponte» tra Bergamo e gli ucraini. Ce ne sono ancora circa 200 ospitati dalle parrocchie bergamasche, soprattutto donne con i figli. «Il 45-50% di chi era fuggito – don Roberto Trussardi, direttore di Caritas diocesana, fa il bilancio dell’accoglienza – è tornato nel suo Paese. Chi è rimasto ormai vede il suo futuro qui, è in un percorso per trovare l’autonomia, attraverso l’inserimento scolastico e lavorativo». Caritas, con L’Eco di Bergamo e Fondazione della Comunità bergamasca, aveva raccolto 1,5 milioni di euro per sostenere i profughi. «Il nostro impegno continua, soprattutto per i più piccoli», assicura Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione. Intanto l’associazione Zlaghoda, impegnata a portare aiuti umanitari ai civili lancia, l’allarme: «Il 31 marzo scade il contratto del magazzino che usiamo come punto raccolta in via Rovelli. Cerchiamo un nuovo spazio».  

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