Bergamo, nasce il Passaggio Giacomo Curnis nel quartiere Santa Lucia
LA NOVITÀ. La Giunta comunale di Bergamo ha approvato l’intitolazione di un nuovo odonimo nel quartiere di Santa Lucia.
Bergamo
L’area pedonale che collega via Damiano Chiesa e via Guglielmo Grataroli, da anni utilizzata come collegamento tra le due vie ma finora priva di nome ufficiale, sarà dedicata a Giacomo Curnis, comandante partigiano bergamasco. Il percorso, frequentato quotidianamente dai residenti e situato tra il Giardino Campo di Marte e la scuola media Santa Lucia, prenderà il nome di «Passaggio Giacomo Curnis – partigiano».
Chi era Giacomo Curnis, comandante partigiano
L’intitolazione rende omaggio a Giacomo Curnis (1908-1987), comandante di una brigata partigiana durante la Resistenza. Nel dopoguerra fu insignito del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti patriottici. Durante la Seconda guerra mondiale ebbe un ruolo importante di mediazione tra le diverse forze politiche e sociali della città. Insieme ad altre figure della Resistenza bergamasca, come il sindaco Ferruccio Galmozzi e l’avvocato Eugenio Bruni, contribuì a favorire l’allontanamento pacifico delle truppe occupanti, evitando che Bergamo fosse teatro di bombardamenti e scontri armati nel centro urbano.
Il valore simbolico del Tempio Votivo della Pace
La scelta del quartiere Santa Lucia non è casuale. L’area è legata alla memoria della guerra e della pace cittadina: qui sorge infatti il Tempio Votivo della Pace, costruito dopo il voto pronunciato nel 1943 dal vescovo Adriano Bernareggi affinché Bergamo fosse risparmiata dalle distruzioni del conflitto. Intitolare proprio in questa zona un passaggio a Curnis rafforza il valore simbolico dell’iniziativa.
La proposta e il via libera
La proposta di intitolazione era stata avanzata alla Biblioteca Civica Angelo Mai dal figlio Claudio Curnis e ha ottenuto il parere favorevole della Commissione comunale per la toponomastica.
«Non è solo un atto dovuto alla memoria di un uomo che ha servito la città nei mesi più bui della nostra storia – ha dichiarato l’assessore ai Servizi demografici Giacomo Angeloni – ma anche un modo per dare identità a un luogo vissuto ogni giorno dai cittadini. Con questa scelta restituiamo alla comunità un pezzo della sua storia».
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