Bergamo, il riuso fa «boom» tra abiti e oggetti: il mercato è una festa

LA TENDENZA. A Monterosso oltre 100 banchetti di privati e gruppi: chi vende cose che non utilizza più, chi cerca l’affare o curiosità. «L’idea nata da stranieri».

Quante storie raccontano quelle chicchere, messe una sopra l’altra, di caffè sorseggiati tra le chiacchiere e di quelli bevuti d’un fiato prima di andare al lavoro. Sono lì, rimesse a lucido in mezzo a decine di altre cianfrusaglie, in attesa di essere notate da qualcuno, acquistate e riposte nella credenza di una nuova casa per servire altri caffè. Così gli oggetti rivivono al mercatino dell’usato di Monterosso, un’iniziativa che anche due settimane fa è stata ospitata in piazza Pacati, al centro del quartiere. Sono almeno un centinaio i banchetti, la gente gira, guarda, compra, c’è chi contratta.

Ma il mercato è anche un momento di incontro. Due ragazzine non si vedono dalla fine della scuola e giocano a chi è diventata la più alta, due signore che hanno appena fatto la messa in piega del sabato vanno a caccia, sottobraccio, di qualche chincaglieria. E poi c’è un gioioso gruppetto di donne sudamericane che guardano camicette e vestiti. «Te gusta?» chiedono all’anziana signora che una di loro accudisce. Spunta un sorriso sotto il delizioso cappellino in paglia che l’anziana usa per ripararsi dal sole. Per lei oggi è una festa. E lo è anche per i bimbi che nell’angolo a loro dedicato sotto gli alberi della piazza vendono i giochi che non usano più, libri, puzzle. Qualche bimba si inventa parrucchiera per un giorno e propone «treccine colorate a 2 euro».

I prezzi sono contenuti, libri a 1 euro, vestiti e scarpe a 3, 4, 5 euro. Tra gli avventori ci sono tanti stranieri, gli organizzatori contano almeno 27 nazionalità diverse, ma sia tra chi gestisce i banchetti che tra i clienti non mancano gli italiani. Alla base dell’iniziativa, nata nel 2009, c’è la volontà di sostenere le famiglie che vivono difficoltà economiche, ma negli anni, con la coscienza ambientale che si è fatta più forte tra i cittadini, il mercato è diventato anche un’importante occasione per evitare sprechi, affidando vestiti o oggetti che non si usano più a chi può dare loro una seconda opportunità.

Spiega Paolo Crippa di ProPolis, associazione di Monterosso che promuove l’evento: «Il mercato è nato nel 2009 in piena crisi economica, proposta da alcune signore francesi, tedesche e olandesi che vivevano a Bergamo. Dicevano che nei loro Paesi era normale organizzare mercati dell’usato, perché allora non provarci qui. Abbiamo iniziato con 37 banchi, oggi siamo arrivati a oltre 100, cerchiamo di tenere un numero contenuto e di cambiare gli espositori, dando la possibilità a tutti di poter partecipare».

Nella quasi totalità dei casi non si tratta di professionisti, non è un mercatino dell’antiquariato. Ci sono moglie e marito, famiglie, associazioni che cercano di raccogliere fondi per le proprie iniziative. Come la scuola Papa Giovanni XXIII di Monterosso: le mamme hanno allestito un banco raccogliendo vestiti, giochi, scarpine usate dei loro bimbi per finanziare una gita a Lizzola.

E poi c’è una ragazza che ha traslocato e ha deciso di alleggerire casa: «Ho eliminato un po’ di cose e ho pensato che partecipare a questo mercato fosse un modo etico di vendere oltre che favorire il riuso – dice Arianna –. Una mia collega mi ha segnalato questa iniziativa, per me è la prima volta. Si dovrebbe contrattare – scherza – ma io per ora non ci sono ancora riuscita».

Per qualcuno è un modo di rimettere in circolo le cose dei propri bimbi che non si usano più: «Sono qui con mia figlia, io sono anche un’educatrice del nido, è la prima volta che partecipiamo – racconta Valentina –. Sta andando molto bene, ho portato un po’ di tutto, giochi, libri, una bicicletta, è una bella esperienza. Ciò che non riesco a vendere qui, lo venderò su altri canali». Non c’è la volontà di fare business. Valentina cede un tiralatte a una neomamma straniera per un paio di euro, così come una lampada dalle lucine colorate che illumineranno una nuova cameretta.

Tra i banchetti spunta un alberino di Natale a 3 euro, c’è anche qualche Babbo Natale mignon in cerca di un salotto dove sostare per le prossime festività. Ecco i servizi di piatti della nonna e i vasetti di peltro che non si vedono più nelle cucine di oggi, ma che fanno tanto aria di casa. Ad attendere gli appassionati di tassidermia, tra lampadari dalle gocce di cristallo e centrini di pizzo, ci sono uno scoiattolo, una civetta e pure due canarini impagliati. E poi, ancora, vestiti per bambini piegati come in boutique, perché anche l’usato ha una sua dignità.

Il tempo passa veloce tra i banchetti del mercatino. Due signore straniere aprono una tovaglia di pizzo, per vedere se può andare sul loro tavolo. Qualche modaiola prova un gilet di pelo rosa in vista dell’inverno o un cappottino naïf da sfoggiare al prossimo aperitivo, pagato pochi euro. C’è poi la sezione degli oggetti che «chissà perché l’ho comprato». Come il cavatappi elettronico ricaricabile riposto sul banchetto con tanto di scatola intonsa. Ma c’è spazio per un più vendibile ventilatore o per i tostapane. Marco invece, nel suo piccolo (e ordinatissimo) spazio espositivo, ha dvd, videogiochi e vecchie monete: «È divertente, io poi sono appassionato di film e monete. Per me è anche un momento di socializzazione, ho partecipato anche a un mercatino dell’usato a Longuelo».

Gli altri mercatini

È proprio Paolo Crippa a sottolineare come «da questa nostra esperienza ne siano nate delle altre. Alcuni espositori che venivano qui ora organizzano un mercatino dell’usato nel quartiere di Conca Fiorita, un altro mercatino è a Borgo Palazzo, siamo in contatto. Il nostro obiettivo è lavorare sempre insieme alle diverse associazioni, perché siamo convinti che insieme si fa meglio». L’associazione ProPolis per partecipare chiede una sottoscrizione, tutto il ricavato va a dei progetti specifici. Al momento è attiva la raccolta fondi per «Tra il dire ed il fare c’è di mezzo l’educare» pensato per i giovani (anche sulla piattaforma di crowdfunding www.kendoo.it). La prossima edizione del mercatino dell’usato di piazza Pacati è il 2 dicembre. Per partecipare è possibile inviare una e-mail a [email protected].

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