Buoni per la sosta in centro a Bergamo, progetto bocciato dai commercianti
LA PROPOSTA. Mai partita la campagna studiata dal Duc per incentivare lo shopping in città. Viscardi: poche adesioni. Gandi: oltre le parole, servirebbero anche risorse.
Lettura 2 min.Niente voucher per la sosta per chi fa acquisti. Non è andato in porto il progetto del Distretto urbano del Commercio di Bergamo per calmierare il costo della sosta in città, attraverso l’acquisto massiccio di un pacchetto «ore» che i negozianti avrebbero messo a disposizione dei loro clienti attraverso dei voucher da utilizzare nei parcheggi in struttura. «Non abbiamo raggiunto il numero minimo di adesioni fissato in 100 negozianti, è un peccato, poteva funzionare» dice chiaro Nicola Viscardi, manager del Duc.
«Non abbiamo raggiunto il numero minimo di adesioni fissato in 100 negozianti, è un peccato, poteva funzionare» dice Nicola Viscardi, manager del Duc
Il progetto aveva già un nome, pur provvisorio («Park Back»), le modalità di acquisto erano state individuate così come i costi. Sul tavolo del Duc (e del Comune di Bergamo pronto a finanziare il piano attraverso fondi erogati al Distretto) anche l’elenco delle otto strutture con cui erano state concordate tariffe concorrenziali a fronte dell’acquisto massivo, da Città Alta a città bassa (in via Borfuro, il parcheggio «Paleocapa», di piazza della Libertà, il «San Marco», quello del Triangolo, il «Camozzi», dello Stadio-Borgo Santa Caterina e alla Fara in Città Alta).
Commissionato uno studio
«Ogni commerciante avrebbe dovuto acquistare un carnet da 50 biglietti da un’ora: «Perché la cosa avesse senso era necessario avere un certo numero di adesioni, anche per sostenere i costi legati alle attività di comunicazione per promuovere l’iniziativa»
Ogni commerciante avrebbe dovuto acquistare un carnet da 50 biglietti da un’ora: «Perché la cosa avesse senso era necessario avere un certo numero di adesioni, anche per sostenere i costi legati alle attività di comunicazione per promuovere l’iniziativa – continua Viscardi –. Avevamo lavorato ai convenzionamenti, ci abbiamo speso tempo ed energie, ottenendo tariffe agevolate anche in zone dove qualche commerciante ha sempre recriminato la mancanza di stalli per la sosta. I commercianti avrebbero dovuto acquistare un minimo di ore, investendo qualche centinaio di euro. Non è detto che non proveremo a riproporre l’iniziativa, magari con una formula diversa. Il commercio sta vivendo una trasformazione, in tutte le città».
Lo studio del Politecnico
Per scattare una fotografia dello stato di salute del commercio cittadino, il Duc ha commissionato uno studio al Politecnico di Milano: «Si tratta di un monitoraggio importante, presenteremo i risultati a novembre – annuncia Viscardi -. Mi auguro che possano essere un punto di partenza «scientifico» per ragionare sulle politiche del commercio, che non devono essere né di destra né di sinistra, altrimenti si resta fermi al palo. Restano alcune posizioni ideologiche e credo che alcune cose possano essere gestite diversamente, come la Ztl del centro, dove l’approccio è troppo rigido, ma non si possono addossare tutte le colpe alla politica. Le responsabilità più grandi restano sempre in carico a chi fa impresa».
Il nodo della sosta torna ciclicamente nel dibattito pubblico, da qui l’idea del Duc, lanciata nel 2024, a Giunta Carnevali appena insediata, di prevedere un’azione di calmieramento dei prezzi. Idea che era stata subito accolta dall’assessore al Commercio Sergio Gandi: «Era un punto previsto dal programma elettorale, lo abbiamo finanziato, sono state fatte un sacco di telefonate dal Duc e dall’associazione dei commercianti del centro – ricorda Gandi –. Non possiamo certo costringere le persone ad aderire, ma sarebbe bello che oltre le dichiarazioni, gli operatori commerciali decidessero di attivarsi mettendoci risorse, per un senso di responsabilità condivisa».
«Ztl, dialogo aperto»
Per quanto riguarda le «rigidità» della Ztl interviene Marco Berlanda, assessore alla Mobilità: «Ad aprile si è concluso un regime sperimentale che concedeva ai negozi di vicinato di avere una targa in più accreditata al sistema per accedere alla Ztl – chiarisce –. Se il Duc ritiene necessario proseguire con quella sperimentazione, siamo aperti al dialogo. Ricordo che i titolari dei negozi di vicinato, già possono accedere con il loro mezzo privato alla Ztl».
© RIPRODUZIONE RISERVATA