Caldo, Caritas in prima linea: «Sostegno a chi vive in strada sotto il sole»

L’EMERGENZA. Le persone senza fissa dimora sono esposte ai rischi delle alte temperature. Don Trussardi: «Servizi attivi, diamo la possibilità di stare all’ombra, dissetarsi e lavarsi».

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Mentre l’estate entra nel vivo e la città si svuota progressivamente, a Bergamo c’è una preziosa rete solidale che non va in vacanza e continua a presidiare le situazioni di maggiore vulnerabilità, restituendo l’immagine di una comunità che, ancora una volta, non vuole lasciare indietro nessuno. In questi giorni segnati dall’ondata di caldo estremo, la Caritas diocesana bergamasca si conferma in prima linea a favore delle persone senza fissa dimora e in condizioni di grave marginalità, tra i soggetti più esposti ai rischi connessi alle alte temperature. Un impegno capillare che coinvolge i vari servizi di assistenza ed accoglienza, dalle docce ai dormitori, per offrire un sostegno concreto, scandito da tanti piccoli gesti quotidiani.

L’accoglienza al Galgario

Un esempio è quello del Galgario, dove in questi giorni sono numerose le persone che arrivano per passare il pomeriggio al riparo, godendo dell’ombra e dell’acqua fresca, ma anche della compagnia, tra due chiacchiere con gli operatori, qualche laboratorio o una partita a carte con gli altri ospiti. «L’attenzione è massima, mettiamo in campo azioni semplici ma che creano refrigerio e, soprattutto, sostegno per chi vive in strada sotto il sole cocente – spiega don Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana –. Il caldo è un problema sentito, da tempo affrontiamo seriamente questa situazione, tanto che negli anni abbiamo ricevuto migliaia e migliaia di bottiglie d’acqua in dono dalle aziende del territorio. La nostra rete è operativa anche d’estate. Teniamo aperti il più possibile i nostri spazi, offrendo la possibilità di stare all’interno, all’ombra. I servizi sono attivi e disponibili, dal Punto Sosta ai dormitori. Distribuiamo acqua per evitare la disidratazione e manteniamo attive le docce, dando a tutti la possibilità di utilizzarle».

Le insidie per chi vive in strada

L’estate, sul fronte dell’emergenza sociale, è forse una stagione meno «visibile» rispetto all’inverno. Nei mesi freddi, infatti, la comunità bergamasca si mobilita storicamente con raccolte di coperte e abiti pesanti, distribuzione di pasti caldi e iniziative solidali diffuse. L’inverno, riconosce lo stesso direttore della Caritas diocesana, rende «immediatamente percepibile il bisogno». Ma anche l’estate presente le sue insidie, soprattutto per chi è già in condizioni di difficoltà.

Per questo è un periodo da non sottovalutare e Caritas, consapevole delle criticità, tiene alta la guardia, visto che «il rischio di disidratazione e colpi di calore è elevato, soprattutto per quanti trascorrono le giornate sotto il sole, senza riparo». «Il caldo può essere letale, si rischia di morire anche per le alte temperature - riflette ancora don Trussardi -. Sono giorni particolarmente torridi. Per chi vive in strada l’aria condizionata non esiste e anche lavarsi diventa un problema serio. Per questo confermiamo il nostro impegno, attraverso i vari servizi».

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