Campagna vaccinale nella fascia 12-15 anni: adesioni ferme al 25%

È il segmento di età con afflusso meno elevato. Zucchi: «Alcune notizie alimentano i timori dei genitori. E il Covid per i giovani è percepito come meno grave».

Sono i più piccoli anagraficamente, ed è proprio lì che i numeri si fanno più piccoli. Se la campagna vaccinale riscuote complessivamente un importante successo di adesioni anche in Bergamasca, c’è un unico tassello per cui s’accende una «spia»: e sono i giovanissimi tra i 12 e i 15 anni, la primissima fascia d’età in cui può avvenire l’inoculazione. Mentre nell’intera popolazione (e calcolando quindi anche i non vaccinabili) ha aderito il 65% dei bergamaschi, con punte fino all’89% nella classe 80-89 anni, tra i 12 e i 15 anni ha finora prenotato solo il 25%. Cioè appena un giovanissimo ogni quattro, ben lontani da valori da immunità di comunità. Eppure, i numeri s’impennano appena si sale d’età: già tra i 16 e i 19 anni le adesioni sono del 67%, tra i 20 e i 29 anni del 60%.

La bussola è quella dell’Ats di Bergamo, con dati aggiornati al 22 giugno. In concreto: su 47.909 bergamaschi tra i 12 e i 15 anni, in 1.686 hanno ricevuto la prima dose, in 3 hanno completato il ciclo anche col richiamo, altri 10.218 hanno una prenotazione fissata entro il 28 agosto. All’appello mancano così 36.002 12-15enni; per dare una proporzione, è come se una città più grande di Treviglio non si vaccinasse. «Questa è l’unica fascia d’età in cui non si osserva un’adesione elevata – nota Alberto Zucchi, direttore del Servizio epidemiologico aziendale dell’Ats di Bergamo -, mentre già dalla classe immediatamente successiva si rilevano numeri importanti. Una spiegazione “scientifica” non c’è: credo influisca il timore dei genitori rispetto ad alcune notizie apparse sui media, ma anche la sensazione che il Covid per quelle classi d’età sia un problema percepito come meno grave».

Le prenotazioni per la fascia 12-29 anni si sono aperte dalla tarda serata del 2 giugno, giorno dopo giorno le immunizzazioni comunque macinano numeri importanti: tra i 16 e i 19 anni (una platea di 46.921 persone), 4.715 bergamaschi hanno avuto la prima iniezione e altri 1.510 anche il richiamo, mentre altri 25.118 hanno un appuntamento fissato per le prossime settimane; fuori dalla campagna rimangono al momento in 15.578. Nella fascia 20-29 anni, segmento particolarmente sensibile alla socialità estiva, l’approccio al vaccino risulta convinto: su 115.664 bergamaschi, 15.063 hanno iniziato l’immunizzazione con la prima dose e 14.294 l’hanno già conclusa, e si aggiungono poi 40.610 prenotati; gli esclusi (o autoesclusi) sono invece 45.697.

I giovani non vaccinati rappresentano un serbatoio pericoloso? «In questo momento meno, perché con la fine delle scuole sono venute meno alcune occasioni di assembramento – riflette Zucchi -. Sarà assolutamente importante recuperare i più giovani per settembre: la riapertura delle scuole, che tutti auspichiamo sia completa o quasi, di per sé aumenta il rischio di contagio. Essere vaccinati sarà fondamentale, preferibilmente con l’intero ciclo (cioè anche col richiamo, ndr) o quantomeno con la prima dose. Il grosso tema sarà la variante delta: oggi non è presente in maniera importante, ma le stime la indicano come prevalente da qui a ottobre. Con la seconda dose, però, si è sufficientemente protetti». Restano massicciamente coperte le fasce più anziane: considerando anche le ultime prenotazioni rimanenti, quelle che diventeranno iniezioni concrete a strettissimo giro, la copertura delle adesioni tra i 60-69enni è dell’83% (il 48% del target ha già ricevuto anche il richiamo); salgono all’88% i 70-79enni (il 45% anche col richiamo), mentre gli 80-89enni sono all’89% (l’84% anche col richiamo) e gli ultranovantenni hanno raggiunto l’82% (il 75% anche col richiamo).

Il pediatra: fiducia per il recupero

Per il pediatra Luigi Greco, componente del consiglio direttivo dell’Ordine dei medici di Bergamo, la bassa adesione tra i 12-15enni è «un dato comprensibile e fisiologico»: «È comprensibile che alcuni genitori vogliano capirne di più, ma è anche fisiologico che con l’approssimarsi delle vacanze qualcuno rimandi la vaccinazione magari a fine agosto o inizio settembre – ragiona Greco -. Sono fiducioso sul recupero delle adesioni, mi aspetto possa crescere col passare delle settimane: la vaccinazione è nell’interesse dei ragazzi, in primo luogo per garantire una vita sociale relativamente normale. A settembre, in vista della riapertura delle scuole, magari con ulteriori miglioramenti organizzativi, con le famiglie meno occupate a pianificare le vacanze (sorride, ndr), si potranno raggiungere i giovanissimi che al momento non hanno ancora aderito alla campagna»

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