Case, record di vendite in Bergamasca. Ma non nel capoluogo: troppo care per i giovani
NEL 2025. Nella nostra provincia 17.937 transazioni (+3,3%), dato più alto di sempre. Calo in città, Belotti: «Per il nuovo si parte da 4mila euro al metro quadrato».
Lettura 1 min.Numeri e sensazioni, dati ed esperienza. Si legge così il mercato immobiliare in Bergamasca, e pur partendo da prospettive differenti si giunge a una sintesi: quella di un settore a diverse velocità. Che nel complesso continua a crescere, ma che al tempo stesso «lascia indietro» qualcuno.
Il rapporto dell’Osservatorio
L’ultima fotografia è condensata nel rapporto annuale dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, basato su tutte le compravendite registrate nel settore residenziale: nel 2025 nell’intera provincia di Bergamo le transazioni sono aumentate ancora, arrivando a quota 17.937 e segnando un +3,3% rispetto all’anno precedente (quasi 600 «affari» in più), ma la città ha vissuto una battuta d’arresto, fermandosi a 2.152 compravendite con un calo annuo del 4,7% (nel 2024 furono 2.257). A livello provinciale, è stato un anno record: da quando esistono le statistiche puntuali dell’Agenzia delle Entrate, mai si erano avuti così tanti passaggi di proprietà. Il primato precedente era rappresentato dai 17.849 del 2022, cui seguì un periodo di più calma (una decisa contrazione nel 2023 e una prima ripartenza nel 2024) legato all’impennata dei tassi d’interesse dei mutui. Quanto alla sola città, il 2025 è stato comunque il terzo anno migliore, battuto solo dalle 2.257 transazioni del 2024 e dalle 2.267 del 2022.
«Cifre che pochi possono permettersi»
«Il dato del capoluogo nell’ultimo anno – ragiona Gianfederico Belotti, agente immobiliare e direttore di Valore Casa & Terreni – non sorprende, sia perché arriva dopo una fase di forte crescita, e quindi non si può incrementare all’infinito, sia perché il bacino degli alloggi vendibili è ormai ristretto». È appunto ristretto e, in virtù dell’elementare legge della domanda e dell’offerta, è decisamente «prezioso»: «In città ci sono due domande che sono strettamente connesse: si vuole comprare il nuovo, come mostrano gli innumerevoli cantieri sorti in questi anni e che ancora stanno sorgendo, e poi si punta ad acquistare soluzioni di qualità. Ma le soluzioni di qualità scarseggiano, mentre i prezzi volano. Per il nuovo, ormai, si parte dai 4mila euro al metro quadrato per i piani bassi e si va via via salendo. Un trilocale di recente costruzione, cioè il target più ricercato, costa sui 500-600mila euro, a cui aggiungere il box. Con salari che restano più o meno fermi, sono cifre che pochi possono permettersi: la quota di mutuo diventa importantissima, solo gli altospendenti possono accedervi».
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