«C’è chi chiedeva i biglietti gratuiti per gli spettacoli del teatro Creberg»

PROCESSO FIERA. L’ex direttore Cristini nel corso della sua deposizione ricorda diversi personaggi pubblici che hanno beneficiato dei ticket. «In Promoberg c’era chi spiava i miei conti bancari».

«L’allora sindaco di Bergamo Giorgio Gori il 9 aprile 2019 andò in Procura a denunciare (la vicenda dei rimborsi falsi in Fiera, ndr). Un mese dopo Cristiana Barca, capo della segreteria del sindaco, chiese in omaggio i biglietti di uno spettacolo al teatro Creberg per la figlia di Gori e un’amica di quest’ultima. Non ci trovo nulla di scorretto e scandaloso, è solo una nota curiosa».

Per ciascun spettacolo erano 40 i tagliandi messi a disposizione di personalità o gente legata all’ente che ne facevano richiesta o a cui spettavano di diritto

È comparso anche l’ex primo cittadino di Bergamo nel nutrito elenco di coloro che richiedevano ticket gratuiti snocciolato ieri, durante la seconda e ultima udienza necessaria al suo esame, da Stefano Cristini al processo che lo vede principale imputato per gli ammanchi dalle casse di Promoberg, la società che gestiva la Fiera (e l’allora teatro Creberg) e di cui era direttore. Per ciascun spettacolo erano 40 i tagliandi messi a disposizione di personalità o gente legata all’ente che ne facevano richiesta o a cui spettavano di diritto: membri del Cda e del collegio sindacale, «la segretaria storica di Trigona (Luigi, anche segretario di Promoberg e coimputato, ndr) in Ascom», «il comando provinciale della Guardia di Finanza, la struttura che risulta più omaggiata», avvocati, responsabili degli uffici marketing di due banche (una sponsor, l’altra cliente della Fiera), un dipendente dell’azienda di Ivan Rodeschini, all’epoca presidente del Cda di Promoberg, personale Ascom (il socio principale dell’ente fieristico), giornalisti, un magistrato donna, «alcuni carabinieri», dipendenti di Promoberg, un autista della Camera di Commercio (altro ente socio) e pure l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini.

Altro risvolto misterioso che l’ex direttore ha definito inquietante è che, quando in Fiera scoppiò il caso per i falsi rimborsi chilometrici che Cristini avrebbe intestato a ignari dipendenti per intascarsi somme per un totale di 239.157,43 euro (si contesta il peculato dal 2009, episodi e cifre antecedenti sono prescritte), qualcuno sapeva esattamente quanto aveva in deposito sui suoi due conti correnti: un milione di euro su uno, 200mila sull’altro. «Quando nel 2019 Capitanio (Alberto, all’epoca membro del Cda di Promoberg e attuale presidente provinciale della Compagnia delle Opere, ndr) fu sentito in Procura disse che le cifre gli furono riferite da una dipendente di Promoberg (una dei 5 che avevano sollevato il caso rimborsi e di cui omettiamo le generalità perché non indagata e non personaggio pubblico, ndr). Non so a quali banche dati abbia avuto accesso, ma anche alla luce di quanto è emerso a livello nazionale, non c’è da stare tranquilli», ha rimarcato Cristini alludendo al recente caso Equalize.

L’ex direttore ha poi parlato della perquisizione del 3 luglio 2019, quando a casa gli furono sequestrati documenti che attestavano i premi pagati fuori busta a lui e ad altri dipendenti. «Li tenevo sul comodino perché in Promoberg c’era chi spiava. Rappresentavano la mia autodifesa». Si riprende il 19 maggio coi consulenti e i testi delle difese.

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