Colognola dopo l’incendio: torna l’acqua calda, si lavora sul riscaldamento

Dopo il rogo di domenica 1° novembre in via Einstein, ripristinati gli impianti del condominio. Il riscaldamento funziona ancora a intermittenza.

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Bergamo

È tornata l’acqua calda nel condominio di via Einstein 33/C, a Colognola, colpito dall’incendio di domenica 1° novembre. Anche il riscaldamento è stato ripristinato, ma al momento funziona ancora a intermittenza. Si sta lavorando per un funzionamento nella norma.

I due servizi erano rimasti interrotti per il danneggiamento di un calorifero nell’appartamento al secondo piano da cui erano divampate le fiamme. L’amministratore ha attivato un idraulico e un tecnico per ripristinare l’impianto non funzionante.

Il salvataggio

Nel rogo, padre e figlio erano stati messi in salvo da due vicini e trasportati in ospedale per un’intossicazione da fumo. L’abitazione è stata distrutta dalle fiamme; non fruibili anche gli appartamenti immediatamente sopra e sotto. Il Comune ha messo a disposizione della famiglia una sistemazione in albergo. Le cause dell’incendio restano da accertare.

Il rogo

L’incendio è scoppiato intorno alle 9.15 di domenica 1° novembre in un appartamento. A dare l’allarme sono stati i vicini, richiamati dalle grida di un ragazzo che chiedeva aiuto dal terrazzo. Sul posto sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco, due da Bergamo e una ciascuna da Dalmine e Gazzaniga. Il fumo aveva invaso il vano scale, impedendo ad alcuni residenti dei piani superiori di scendere: per portarli in salvo è stata utilizzata l’autoscala.

Incendio in un appartamento a Colognola

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Padre e figlio sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale di Zingonia per il fumo inalato, in condizioni non preoccupanti. Altre diciotto persone sono state visitate sul posto e hanno rifiutato il trasferimento in ospedale.

La palazzina è stata evacuata durante le operazioni di soccorso. Dopo le verifiche strutturali, i residenti hanno potuto rientrare, ad eccezione di quattro persone: i tre componenti della famiglia dell’appartamento distrutto e l’occupante dell’alloggio sottostante, invaso dall’acqua fuoriuscita dall’impianto di riscaldamento. Non fruibile anche l’appartamento sovrastante, che era vuoto.

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