Bergamo, il racconto dopo il rogo di Colognola. Padre e figlio salvati da due vicini

L’INCENDIO. Padre e figlio bloccati nell’appartamento in fiamme al secondo piano di via Einstein, a Bergamo, i pompieri hanno fatto evacuare tutta la scala. La moglie era fuori col cane: «Non è rimasto nulla».

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«Ero fuori con il cane e quando sono tornata ho visto i Vigili del fuoco, le ambulanze, la polizia e le fiamme che uscivano dalla finestra di casa. Cosa posso dire? Non c’è più niente. È bruciato tutto. Adesso mi hanno detto che il Comune ci troverà un posto in un albergo, non so fino a quando». Era uscita per portare fuori il cane domenica 1 novembre, la signora Alessandra, lasciando in casa, un appartamento al secondo piano di una palazzina in via Einstein 33/C, il marito Moreno, che gestisce un’agenzia di pratiche auto a Colognola, e il figlio Riccardo di 25 anni. Alle 9.15 il figlio è uscito sul balcone urlando: le fiamme erano già divampate e il fumo nero aveva riempito la casa.

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I due vicini: «Ci siamo affacciati e abbiamo visto le fiamme. Siamo scesi, entrati in casa e abbiamo tirato fuori tutti e due»

«Lo abbiamo sentito che gridava “Aiuto venite a prendermi, non riesco a uscire, sono bloccato, c’è un incendio” - raccontano Alessandro e Andrea, due ragazzi che abitano al quarto e quinto piano e hanno salvato padre e figlio - . Ci siamo affacciati e abbiamo visto le fiamme. Siamo scesi, entrati in casa e abbiamo tirato fuori tutti e due. Il padre dormiva e non si era accorto di nulla, il figlio lo chiamava e lui non rispondeva. Poi quando si è svegliato continuava a entrare e uscire, cercava la moglie e non sapevamo se era in casa o fuori. Saranno passati due minuti, il fumo aveva già invaso tutte le scale e abbiamo capito che la situazione non era sistemabile, l’incendio era impossibile da spegnere. Abbiamo chiamato i vVigili del fuoco e abbiamo iniziato a far scendere tutti». Alessandro tra l’altro abita nel palazzo da appena due mesi. «Se sono stato coraggioso? Era il minimo che si potesse fare, c’erano le persone dentro».

Cinque squadre dei pompieri

I vigili del fuoco sono intervenuti velocemente con cinque squadre: la prima partenza e l’autoscala dal comando di via Codussi, una squadra di Dalmine e i volontari di Gazzaniga e Medolago. In tutto due autobotti, due autopompe e un’autoscala. Il fumo era troppo denso e chi abitava nei piani superiori non è riuscito a scendere dalle scale: i pompieri hanno portato fuori con l’autoscala un uomo al terzo piano, una mamma con due figlie piccole al quarto piano e una signora con il cane sempre al quarto piano.

Fortunatamente le loro condizioni sono buone e saranno presto dimessi. Altri 18 condomini in codice verde, tra i 10 e i 71 anni, hanno rifiutato il trasporto in ospedale

Gli altri condomini, una ventina di persone in tutto, sono usciti in strada da soli, alcuni ancora in pigiama. Sono intervenute cinque ambulanze, due auto medicalizzate, pattuglie della Polizia e della Polizia locale che hanno chiuso la strada all’incrocio con via Fermi fino alle 12.30. Padre e figlio sono stati gli unici, intossicati dal fumo, trasportati in ambulanza al Policlinico di Zingonia, più vicino al centro iperbarico nel caso ci fosse stata la necessità di un trattamento. Fortunatamente le loro condizioni sono buone e saranno presto dimessi. Altri 18 condomini in codice verde, tra i 10 e i 71 anni, hanno rifiutato il trasporto in ospedale.

«Io e il cane sull’autoscala»

«Ho sentito parlottare sulle scale, ho aperto la porta per vedere cosa stesse succedendo e ho visto il fumo – spiega una signora che abita al secondo piano, nell’appartamento a fianco a quello bruciato – allora sono rientrata a prendere due cose ci corsa e sono scesa. Sono ancora in pigiama».

Dopo il sopralluogo del tecnico comunale tutti i condomini verso le 12.30 sono rientrati in casa. Senza riscaldamento e acqua calda a causa del danno al calorifero dell’appartamento bruciato, ma l’amministratore ha chiamato idraulico e tecnico per ripristinare l’impianto al più presto. Il Comune ha messo a disposizione per la famiglia una camera tripla in un hotel del centro

«Io ero sul terrazzo al quarto piano e ho visto il fumo, allora sono andata all’ingresso, ho aperto la porta e ho visto che aveva già invaso tutte le scale – racconta la donna evacuata insieme al cane con l’autoscala –. Ho provato a scendere dalle scale, ho preso una torcia perchè era tutto buio, mi sono messa una pezza bagnata sulla bocca ma non si riusciva. Allora sono tornata sul terrazzo, mi sono messa il giaccone e ho aspettato che venissero a prendermi i pompieri con la scala. Non mi sono fatta niente, a parte la pressione un po’ alta per lo spavento».

Le cause dell’incendio sono ancora da accertare da parte dei Vigili del fuoco. L’appartamento da cui è partito il rogo è andato completamente bruciato.

Le cause dell’incendio sono ancora da accertare da parte dei vigili del fuoco

Alloggi non fruibili

Le cause dell’incendio sono ancora da accertare da parte dei Vigili del fuoco. L’appartamento da cui è partito il rogo è andato completamente bruciato. Si è bucato anche un calorifero, da cui è uscita una cascata d’acqua che ha invaso l’appartamento al piano di sotto, dichiarato non fruibile, in cui vive un uomo con il cane, che però non ha chiesto aiuto al Comune per un alloggio. Non fruibile nemmeno l’appartamento di sopra, che però è disabitato perché la proprietaria vive in Liguria. Dopo il sopralluogo del tecnico comunale tutti i condomini verso le 12.30 sono rientrati in casa. Senza riscaldamento e acqua calda a causa del danno al calorifero dell’appartamento bruciato, ma l’amministratore ha chiamato idraulico e tecnico per ripristinare l’impianto al più presto. Il Comune ha messo a disposizione per la famiglia una camera tripla in un hotel del centro.

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