Con il caldo ecco insetti e serpenti: allerta e prime chiamate per morsi e punture
L’ALLERTA. Dal 2023 al «Papa Giovanni» di Bergamo 617 le consulenze fornite. Gli esperti: «Vipere, scorpioni e zecche, prevediamo più casi con le temperature in rialzo».
È primavera, ma le temperature già miti stanno richiamando rettili, scorpioni, imenotteri e zecche fuori dalle loro tane e nidi. E con loro tornano anche le richieste di aiuto al Centro antiveleni di Bergamo, uno dei dieci riconosciuti a livello nazionale, attivo 24 ore su 24 all’interno dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Il numero verde (800-883300) è sempre operativo e a rispondere sono medici specialisti in tossicologia medica e farmacologia.
Dal 2023 al 2025 sono state 617 le consulenze richieste per punture e morsi di animali velenosi, di cui ben 317 per morsi di ragno (circa un centinaio attribuiti solo al ragno violino). E il 2026 è già iniziato con le prime chiamate.
Vipere, 52 chiamate in tre anni
«Con l’aumento delle temperature questi animali iniziano a uscire prima e ci aspettiamo un incremento dei casi», spiegano il direttore del Centro Giuseppe Bacis e la tossicologa Mariapina Gallo. Non si tratta solo di zone «esotiche»: montagne e campagne del Nord Italia e, quindi, anche della Bergamasca sono ambienti in cui è possibile imbattersi in vipere, imenotteri, scorpioni e zecche.
Il morso di vipera è uno dei timori più diffusi (con 52 chiamate nell’ultimo triennio). Il consiglio principale è di «non uscire dai sentieri tracciati, non sedersi su pietre o muretti e cataste di legno, fare rumore camminando per generare vibrazioni e indossare abbigliamento adeguato che coprano fino alla caviglia. Attenzione anche all’erba alta esposta al sole». Le vipere, infatti, non attaccano per aggressività ma solo se si sentono minacciate o se calpestate.
Cosa fare in caso di morso
L’antidoto esiste ed è disponibile solo negli ospedali, tra cui il «Papa Giovanni», ma viene utilizzato in circa un caso su dieci
In caso di morso, mantenere la calma: «Fermarsi, immobilizzare l’arto come se fosse fratturato e chiamare i soccorsi. No a lacci, incisioni o tentativi di succhiare il veleno». L’agitazione, sottolineano, favorisce la diffusione del veleno. Contrariamente a quanto si pensa, la vipera italiana è tra le meno pericolose: «Il decorso è lento, con sintomi che possono comparire anche dopo una o due ore». L’antidoto esiste ed è disponibile solo negli ospedali, tra cui il «Papa Giovanni», ma viene utilizzato in circa un caso su dieci.
Shock anafilattico, il tempo è fondamentale
Api, vespe, calabroni e bombi rappresentano un’altra causa frequente di chiamate (82, per l’esattezza). «Nel 95% dei casi il problema è allergico: anche una sola puntura può scatenare uno shock anafilattico in soggetti sensibilizzati».
«Le persone un po’ troppo curiose devono imparare a rispettare la natura e lasciar stare i nidi. Siamo noi ospiti del loro ambiente e rispettare la natura è il primo passo per evitare incidenti»
Chi ha già avuto reazioni importanti deve intraprendere un percorso di desensibilizzazione e portare sempre con sé l’auto-iniettore di adrenalina. «In questi casi il tempo è fondamentale: bisogna intervenire in pochi minuti». Più raro il caso delle punture multiple, ad esempio in presenza di sciami che comportano centinaia di punture a cui è maggiormente esposto chi lavora con gli alveari o «le persone un po’ troppo curiose, che devono, anche in questo caso, imparare a rispettare la natura e lasciar stare i nidi. Siamo noi ospiti del loro ambiente e rispettare la natura è il primo passo per evitare incidenti», dice Bacis.
Gli esemplari dall’Oriente
Negli ultimi anni si segnala anche la diffusione di specie più grandi di imenotteri dall’Oriente e potenzialmente più aggressive: «Insetti più grandi significano anche una maggiore quantità di veleno inoculato, per cui bastano dalle cinque alle sette punture insieme per dare effetti simili ai nostri tradizionali sciami».
Ragni, tante segnalazioni
«È importante non sottovalutare le lesioni cutanee che peggiorano e rivolgersi al medico nelle prime 24 ore»
I morsi di ragno rappresentano una quota consistente delle segnalazioni, ma quasi sempre si risolvono con effetti locali. Solo una piccola percentuale evolve in lesioni più complesse. «È importante non sottovalutare le lesioni cutanee che peggiorano e rivolgersi al medico nelle prime 24 ore», raccomandano gli esperti, ricordando anche l’importanza della profilassi antitetanica (da rinnovarsi ogni 10 anni) e della corretta disinfezione.
«Attenzione ai viaggi extraeuropei»
Meno frequenti le chiamate riguardanti gli scorpioni (31) e le zecche (20). Gli scorpioni presenti in Italia sono generalmente innocui: «Il loro veleno provoca effetti locali e non rappresenta un pericolo significativo. Attenzione però ai più piccoli che possono soffrire maggiormente del loro veleno», continua Gallo.
Le zecche rappresentano un’insidia soprattutto per le malattie che possono trasmettere, come la malattia di Lyme o la meningoencefalite da zecca
L’allerta va a chi viaggia: «Può capitare di trasportare accidentalmente specie più pericolose in valigia da Paesi extraeuropei». Sempre più diffuse anche in pianura, infine, le zecche rappresentano un’insidia soprattutto per le malattie che possono trasmettere, come la malattia di Lyme o la meningoencefalite da zecca. «Dopo una passeggiata è importante controllarsi attentamente e controllare anche gli animali domestici. Meglio indossare capi lunghi e chiari, per individuare più facilmente eventuali parassiti».
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