Covid, nel 2022 1.446 decessi in più del pre pandemia

I dati Istat . Rispetto alla media del periodo 2015-2019 in provincia si registra un eccesso di mortalità del 14,2%. Buzzetti: «Tuttora in Italia 200 vittime alla settimana».

È l’onda lunga, lunghissima, di una pandemia che da tempo ha cambiato volto. Non più terrificante e massiccia nei contorni e nei numeri ma distillata giorno dopo giorno, seppur passata in secondo piano nella scala di priorità. Nel 2022, in provincia di Bergamo sono morte 1.446 in più rispetto alla media degli anni pre-Covid. Il bilancio tracciato dall’Istat nei giorni scorsi – l’«eccesso di mortalità», in termini tecnici – consegna contorni di qualche preoccupazione: lo scorso anno in Bergamasca i decessi (per tutte le cause, s’intende) sono stati infatti 11.641, mentre la media del pre-Covid (l’Istat fa riferimento alla media annua del periodo 2015-2019) in terra orobica si contavano mediamente 10.195 decessi; la mortalità resta perciò più elevata del 14,2% rispetto all’epoca pre-pandemica. Il dato si pone alcuni punti sopra la media nazionale: in Italia nel 2022 ci sono stati 67.879 decessi in più rispetto al pre-Covid, +10,5%. Hanno contribuito più fattori: la pandemia appunto, ma anche la potente ondata di calore estiva (giugno, luglio e agosto, non a caso, avevano evidenziato uno specifico picco di mortalità) e probabilmente anche il record d’incidenza dell’influenza.

Ma, appunto, il dato di partenza è quello della pandemia. «L’eccesso di mortalità è una misura efficace per mettere fine alla polemica sui morti “per Covid” e sui morti “con Covid”: è un dato complessivo che ci fa capire in maniera più ampia gli effetti diretti e indiretti della pandemia – spiega Roberto Buzzetti, già direttore dell’Ufficio epidemiologico dell’Asl di Bergamo, autore di un report periodico sullo stato della pandemia -. L’eccesso di mortalità è ancora su valori significativi, seppur i dati vadano interpretati. Rispetto al dato di riferimento dell’Istat (cioè la media 2015-2019, ndr), la popolazione è generalmente invecchiata e quindi un lieve aumento dei decessi è legato a questa dinamica. Ma l’invecchiamento appunto non spiega un eccesso così ampio: il Covid ha dunque ancora un impatto sulla mortalità, e probabilmente si iniziano a osservarne anche gli effetti indiretti. Soprattutto nel 2020 c’è stato un impatto dell’emergenza sulle attività di prevenzione, e così potrebbe esserci un aumento della mortalità legato ad alcune patologie. Sono dati da monitorare, in qualche maniera sempre legati alla pandemia come effetto indiretto».

Il 2022 – l’anno del sostanziale ritorno alla normalità, col progressivo abbandono di ogni restrizione – ha condensato appunto diverse ondate. Gennaio, dal punto di vista clinico della pandemia, mostrava ancora le conseguenze della variante Delta, dopodiché la variante Omicron – più diffusiva, meno aggressiva – è diventata prevalente e totalizzante. «La situazione complessiva del Covid va certamente molto meglio perché siamo pressoché tutti vaccinati – ragiona Buzzetti -, ma l’attenzione sul tema sembra essersi azzerata. Una prudenza andrebbe ancora conservata, soprattutto per i più fragili. L’uso della mascherina è ancora utile, specie nei luoghi affollati. Ancora oggi, i dati ufficiali indicano una media di circa 200 decessi per Covid alla settimana in Italia. La guardia non va abbassata».

In Bergamasca

I 1.446 decessi annui in «eccesso» in Bergamasca si traducono concretamente in 3-4 decessi in più ogni giorno, in media. Nel 2020, l’anno segnato dall’esplosione inedita e violenta della pandemia, in Bergamasca – sempre secondo i dati dell’Istat – l’eccesso di mortalità era stato quantificato in 6.173 decessi, nel 2021 l’eccesso di mortalità in Bergamasca era stato «solo» di 200 decessi, nel 2022 si è appunto tornati a 1.446 morti in più: negli ultimi tre anni, dunque (comprendendo però anche fattori extra-pandemia), in Bergamasca sono spirate 7.820 persone in più della media. A livello nazionale il bilancio è ancor più pesante, con una somma di 231.821 decessi in eccesso: 100.526 nel 2020, 63.415 nel 2021, 67.879 nel 2022. È quasi l’equivalente di una città come Venezia.

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