Da Napoli a Bergamo per le truffe. Arrestato un giovane: è il terzo in pochi giorni
IL CASO. Col trucco dei finti carabinieri rubati preziosi per 25mila euro. Ma fuori casa c’era già la polizia ad attendere il malvivente.
Lettura 1 min.Terzo «trasfertista» napoletano delle truffe arrestato a Bergamo nel giro di pochi giorni. Nell’ultimo caso, lunedì 12 ottobre, in zona San Tomaso, la vittima si è tolta persino la fede matrimoniale, per mostrarla all’uomo che riteneva essere un perito inviato dai carabinieri per controllare che i preziosi che aveva in casa non fossero il bottino di un furto. Un furto che nella realtà non era mai avvenuto, così come la persona con cui stava parlando al telefono non era un maresciallo, e l’uomo che si è presentato a casa sua non era un perito, ma un complice arrivato la mattina da Napoli.
Arrestato per truffa aggravata
Al telefono all’anziana 81enne è stato raccontato di un colpo in una gioielleria, durante il quale era stata usata la sua auto. La paura innescata dal sedicente carabiniere è stata talmente forte che la donna non ha neanche pensato al fatto di non avere una macchina. Ha fatto ciò che le è stato chiesto, facendo entrare il sedicente perito e mostrando i gioielli sistemati sul tavolo. Lui l’ha invitata a prendere altri oggetti in camera, e appena lei si è allontanata ha messo i preziosi (per un valore di 25mila euro) in tasca ed è scappato. Sceso di corsa, ha scavalcato il cancello del palazzo. Ma, ad aspettarlo, c’erano gli uomini della Squadra Mobile di Milano, che lo avevano seguito sin dalla stazione centrale. Il 29enne è stato così arrestato per tentata truffa aggravata.
Le scuse del 29enne
«Voglio che la signora sappia che mi dispiace per quello che ho fatto», è stato il tentativo di scuse del 29enne in tribunale martedì 13 ottobre, all’udienza di convalida. Assistito dall’avvocato Alessandro Magni, ha cercato di giustificarsi: «Mi sono trovato in un mare di debiti, non lavoro da due mesi. E uno sconosciuto mi ha telefonato dicendomi se volessi risolvere i miei problemi». Avrebbe ricevuto le indicazioni per trovare l’auto, con le chiavi inserite. La sua versione non ha convinto il tribunale, che ha ravvisato il pericolo di reiterazione del reato. L’arresto è stato convalidato con la misura cautelare della custodia in carcere.
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